Non lo incontrerò mai...

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Mi sveglio con i vestiti sudati e i capelli scompigliati. Mi alzo dal letto e prendo gli occhiali dal comodino, poi guardo l'orologio appeso alla parete: cazzo, sono già le cinque, fra poco arriveranno i miei! Mi precipito nello studio facendo meno rumore possibile e mi butto sulla sedia.

Accendo velocemente il computer e clicco sull'account di papà, ma non si apre. "Merda, la password!" impreco nella mente. Provo una decina di codici a caso, poi lascio perdere.

Clicco sull'account di mia madre. Ha la password, però è impostato il suggerimento. Il codice è abbastanza facile: dopo un paio di tentativi lo digito correttamente. Mentre si apre il desktop clicco l'icona della posta elettronica, ma appare un simbolo a clessidra al posto del cursore del mouse. "Fottuto computer del Giurassico!" continuo a imprecare in silenzio. Cazzo, la velocità di questo pc è pari a quella di una tartaruga, come fanno i miei a usarlo? Finalmente dopo un quarto d'ora si apre la posta elettronica. Ci sono un sacco di e-mail che sembrano interessanti, ma mi trattengo ed evito di sbirciare. Clicco su "Nuovo messaggio", inserisco l'indirizzo indicato da Favij e inizio a scrivere il testo. O perlomeno ci provo, dato che per digitare un "ciao" mi ci vuole un paio di minuti. Non riesco neppure a inserire il mio nome che sento suonare il campanello. Cerco di scrivere tutto velocemente, ma salta la corrente e il computer si spegne. Merda!

Mi avvicino alla porta, ma la luce si riaccende dopo qualche secondo e sento dei passi, quindi mi nascondo velocemente dietro al cassettone (spazio molto piccolo e polveroso, ma per fortuna non sono claustrofobica né allergica alla polvere). A un certo punto sento un rumore di chiavi che girano in una serratura. Esco dal nascondiglio e provo ad aprire la porta, ma non ci riesco. "Porca troia, mi hanno chiusa dentro!" urlo nella mia mente. Do un'occhiata al computer spento: non ho proprio voglia di ripetere ciò che ho fatto prima, anche perché quel pc ci mette mezz'ora in più ad accendersi dopo che è saltata la corrente, e penso che sia meglio pensare a come uscire di qui. Frugo nelle tasche: merda, non ho il cellulare! Tiro un paio di calci alla porta nella speranza che qualcuno mi senta... Ma mi ricordo troppo tardi che lo studio è insonorizzato. "E ora che cazzo faccio?" mi chiedo sconsolata. Improvvisamente mi viene in mente una cosa: da qualche parte qui dentro ci dovrebbe essere un campanello d'allarme collegato all'esterno della stanza. Lo trovo dopo qualche minuto dietro a un piccolo quadro. Premo il bottone e sento subito dei passi. Sento girare una chiave nella serratura e la porta aprirsi. "Che ci fai qui?" domandano i miei genitori stupiti. Mi invento una scusa su due piedi: "Ehm... Pochi minuti prima che arrivaste passavo qui vicino e ho sentito un rumore. La porta non era chiusa a chiave, quindi l'ho aperta e sono entrata a controllare. Poi è saltata la corrente e mi sono nascosta, presa dal panico. Quando si è accesa la luce stavo per uscire, ma mi avete chiusa dentro e ho dimenticato il cellulare in camera, quindi ho fatto suonare l'allarme". Non per vantarmi, ma io sono un genio nell'inventare scuse. Ahahahah, ok no. Mia madre mi abbraccia e si scusa per avermi chiusa in ufficio, poi mi accompagna in cucina per la cena. Perfetto, non sono riuscita a mandare quella mail e domani non sono neanche in casa. Porca miseria, non lo incontrerò mai... MAI!

Angolo dell'Autrice

Hey guys!!! Un altro capitolo scritto alla cazzo, buttato lì su due piedi... È che ultimamente non ho fantasia.

Sembra che sia tutto finito per Rachele... Ma nella intro c'è scritto che lei riuscirà a incontrare il suo idolo. Sarà per caso o grazie a un angioletto custode?

Al prossimo capitolo, goodbye!

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(COMPLETED) Summer with FavijLeggi questa storia gratuitamente!