Quasi un lieto fine

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Le guardie ci avevano lasciati un attimo prima di salire sul palco. Noi ci fermammo e Percy disse '' io non ho intenzione di uccidere proprio nessuno '' e Piper continuò '' Questo doveva essere scontato. Comunque cosa potremmo fare? '' . Tutti ci girammo verso Annabeth che parlò con voce flebile '' per il momento non lo sappiamo. La cosa migliore che potremmo fare sarebbe ritrovarci nell'arena e discuterne lì perché adesso non c'è tempo '' detto questo abbassò lo sguardo ed entrò sul palco scenico accolta da tantissimi applausi. Il cuore mi batteva molto forte. A questo punto l'impresa sarebbe già dovuta finire ed invece eravamo ancora nel mezzo. '' non lascerò morire nessuno '' avvertii Elio,che disse '' ce la farai '' e mi strinse la mano. Quando salii sul palco, adattarmi alle forti luci fu difficile. Dopo due minuti, il tempo per far salire tutti gli altri tributi, riuscii ad adattarmici e vidi due enormi bocce di vetro contenenti tanti bigliettini. Una donna con l'acconciatura stravagante iniziò a presentare ad uno ad uno ognuno dei concorrenti poi si avvicinò alle bocce e disse '' adesso un'altra piccola sorpresa '' attimo di pausa '' vi starete tutti quanti chiedendo perché ci sono queste bocce di vetro. Bene. Quí dentro ci sono i nomi di alcuni cittadini italiani al momento disoccupati e senza possibilità di sbocchi lavorativi. I nomi di sei donne e di sei uomini verranno estratti da esse. Coloro che verranno chiamati parteciperanno ai Giochi della Morte insieme ai nostri fantastici tributi. '' Il senso di colpa mi assalí. Noi eravamo mille volte più preparati di tutte quelle persone. Noi siamo semidei, loro esseri umani. Strinsi forte le mani ai pomelli della sedia per non alzarmi, prendere la prima cosa e scagliarla contro Neon che era seduto in una delle balconate davanti a noi. La presentatrice, che si chiamava Peggy Florence, iniziò a chiamare i tributi.Andavano dai venti ai trent'anni ed erano tutti presenti tra il pubblico. Questa cosa mi fece pensare che forse i sorteggi erano truccati e che i tributi si fossero offerti di loro spontanea volontà, anche perché una buona parte di loro era agghindata per l'occasione. Quando chiamò l'ultimo nome, dal pubblico uscì una bambina. Poteva avere si e no 13 anni. Lunghi capelli neri e occhi verdi. Il suo nome mi rimbombò in testa '' Elisabetta Brunetti '' . Non era vestita di tutto punto. Questo mi fece capire che non era stata avvertita. Anche se infondo non tutti i tributi chiamati erano stati avvertiti. Però lei era una bambina. Aveva mille sbocchi lavorativi. La sua vita era appena iniziata come potevano già prevedere come si sarebbe plasmata?Le mie unghie stavano scavando nei braccioli della sedia. Feci un respiro profondo e mi ripromisi che l'avrei salvata. Dopo che tutti i tributi dal pubblico arrivarono sul palco e si accomodarono alle loro sedie, Peggy continuò il suo discorso aggiornandoci sulle regole dell'Arena '' prima regola: niente cannibalismo. Seconda regola: i tributi saranno posizionati in parti diverse dell'Arena. Terza regola: i tributi potranno essere aiutati con doni da parte del pubblico che gli saranno recapitati con dei paracadute. Quarta regola: il tributo che uccide un altro tributo si deve allontanare dal corpo per permettere ai netturbini di portare via il corpo. Quinta regola : ogni morte sarà annunciata dallo sparo di un cannone e la sera appariranno in cielo i volti dei morti del giorno. Sesta regola : divertitevi miei cari. '' sentendo la sesta regola mi venne da mettere le mani al collo di Peggy e strangolarla. Come diavolo ci potevamo divertire uccidendoci a vicenda? Mi alzai dalla mia postazione e con passo felpato arrivai da Peggy. Le strappai il microfono di mano e dissi '' rendervi conto della stupidità... '' non feci in tempo a finire la mia frase che mi sedarono.

Quando mi risvegliai ero in un letto. Nuda. Coperta solo dalle lenzuola. Scorsi una figura con i capelli castani che mi osservava. '' ehi Silvia '' era Elio, così gli chiesi di aggiornarmi. Lui mi disse che dopo aver provato a far nascere una rivolta mi avevano sedata e portata nella mia camera.

'' quando iniziano i giochi?''

'' domani mattina ''

'' un momento, tu cosa ci fai in questa stanza? ''

'' ci sono venuto di nascosto '' disse sorridendo. Poi gli proposi '' vuoi entrare nel letto? '' e lui ribatté '' ma non sei nuda? '' e io '' basta che non guardi ''. Si infilò nel letto. Io lo abbracciai e appoggiai la testa al suo petto. Lui mi mise le mani lungo i fianchi quasi con paura di rompermi. " Mi sei mancato '' sussurrai. Appoggiò la sua testa alla mia '' anche tu mi sei mancata ''. Alla luce della luna, che filtrava dalla finestra, i suoi occhi azzurri assomigliavano a quelli di un gatto persiano. Respirai la sua pelle. Il suo profumo di acqua di colonia. Lo strinsi più forte per non perderlo. Lui ricambiò e diede voce ai miei pensieri '' non permetterò mai a nessuno di farti del male ''. Una lacrima mi solcò il viso ed Elio me l'asciugò. ''Quello che invece ti dico io è una certezza. Nessuno ti farà del male perché servi a Neon. Infatti non so neanche perché ti abbia fatto partecipare ai giochi'' dissi,mentre mi addormentavo coccolata dalle sue braccia. In poco più di trenta secondi stavo dormendo serenamente.

Elio mi scosse. '' devo andare, sono già le 4 '' quell'affermazione mi fece svegliare di colpo. '' per forza? Cioè si, ovvio '' dissi io. Sciolsi le mie braccia che erano strette attorno al suo torace. Stava per alzarsi poi mi vide con aria triste e mi domandò in tono dolce '' ehi cosa c'è? '' e io '' stavo pensando che forse questa è l'ultima volta che ci vediamo. Nell'arena saremo posizionati in parti diverse. Forse morirò prima di ritrovarti e... '' Iniziai a singhiozzare e le lacrime iniziarono ad uscire a fiumi. Mi odiavo per essere così debole, ma c'erano troppe lacrime represse che spingevano per uscire ''... E ci siamo appena rincontrati " continuò lui con gli occhi lucidi. " puoi piangere, sai?" gli concessi "no, non voglio... Senti ti devo dire una cosa che avrei dovuto dirti 8 anni fa al Mac Donald", ''ti ascolto " dissi ed Elio cominciò a parlare " ricordi che mi dissi che ti piacevano i miei occhi? " io annuii " e risposi soltanto' ehm... Bhe grazie '? Il fatto è che avevo capito che era sottinteso che ti dicessi cosa mi piaceva e che tutt'ora mi piace di te, però mi avevi preso alla sprovvista. Anche se avevo ammirato moltissime volte i tuoi occhi color cioccolato che potevano avere sfumature grige quanto azzurre, non sapevo cosa dire. Bhe... Adesso voglio rimediare dicendoti quello che mi piace di te " ci fu una lunga pausa." Mi piace tutto. Ogni sfumatura del tuo carattere. Ogni sfumatura del tuo corpo. Lo so. Noi non ci siamo mai raccontati segreti e cose varie... Però... Quella cotta che avevo preso per te, in tutto questo tempo, è maturata. Mentre dormivo ti sognavo e vedevo quello che facevi. A volte ho incontrato anche Armenia però adesso lei non c'entra " sorrise" Dire che mi piaci e poco, io... " si bloccò e così continuai la sua frase" Ti amo. Si penso che anch'io potrei dire questa cosa. Il sentimento che provavamo da piccoli è sicuramente maturato. Si vede da come mi guardi. Da come io ti guardo. Da come mi tocchi e da come io mi senta pienamente al sicuro soltanto con te... " stavo per continuare ma lui mi interruppe nel più piacevole dei modi. Con un bacio. Il mio primo bacio. Le sue labbra, calde e morbide, schiacciate contro le mie. Il sapore di quelle labbra, a volte tanto desiderate, mi pervase. Il sapore di casa. Il caldo di un fuoco in una giornata d' inverno. Il sole che ti bacia la pelle d'estate. La doccia calda dopo una giornata stancante. Non so bene come descrivere quella sensazione. Era come se tante piccole formiche stessero camminando sulle mie labbra. Era una festa per il tatto. E quando finì le mie labbra avevano ancora voglia delle sue, ma non volevo rovinare l'atmosfera con un: Ehi perché hai smesso?!. Così dissi, cercando di essere più dolce possibile '' volevi farmi stare zitta? '' e lui '' no, volevo baciarti visto che hai detto che potrebbe essere l'ultima volta che ci vediamo ''. Gli scostai una ciocca di capelli castani dal viso. Sorrisi." hai fatto bene, allora. Io non avrei mai trovato il coraggio di baciarti ". Rise. Si alzò dal letto e si incamminò verso la porta." Un attimo " lo avvertii io. Mi legai le lenzuola attorno al corpo a mo' di vestito e con passi leggeri lo raggiunsi alla porta. Ci guardammo negli occhi per un po', soppesandoci a vicenda. Poi ruppi il silenzio " Ti troverò in quell'arena e scapperemo tutti insieme ". Lui mi baciò sulla guancia" È una promessa? ''. Sorrisi '' È un promessa ''.

(Da qui finisce la narrazione dal punto di vista di Silvia e riprende quella dal punto di vista di Elio)

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