Jess's POV

-Ommioddio Jess!- esclamò Emily con un espressione disgustata ma allo stesso tempo divertita.
-Non voglio i dettagli del tuo amoroso rapporto sessuale con mio fratello!- continuò.
Eravamo da me, visto che Harry e Liam erano fuori e con molta probabilità avrebbero fatto tardi.
-Be' ma non è colpa mia se tuo fratello è un dio del sesso!- la presi in giro.
-Bleah! Dammi un altro dettaglio e giuro che ti soffoco con il cuscino!- mi minacciò stringendolo tra le mani.
-Sí, devo dire che mi fai davvero paura!- esclamai fingendomi terrorizzata.
Emily mi fece il verso prima di ridere.
-Il servizio?- le chiesi curiosa.
Lei sospirò.
-È stato come me l'ero sempre immaginato...-
-Ma?-
-Ma Harry mi ha sbattuto la verità in faccia riguardo a quello che penso e provo quando sono con lui.- mi spiegò stringendo il cuscino.
-E cosa provi?- le domandai cercando di rimanere calma.
Harry non mi piaceva per niente e non era certo lo stronzo di passaggio di cui Emily aveva bisogno dopo quello che aveva passato.
-Non lo so.- mi rispose scuotendo il capo.
-Tutto quello che so è che crea tanta confusione quanta chiarezza nella mia testa. Non saprei come spiegartelo.-
Non sapevo cosa intendesse, così le chiesi di raccontarmi il tutto nel dettaglio.
Em aveva una strana espressione negli occhi quando mi riportava testualmente le sue parole.
Un' espressione che non saprei descrivere, molto curiosa ma sicura e assolutamente consapevole della ragione delle sue parole.
-Ma come si è permesso di criticare te e...?!- lasciai la frase in sospeso.
-Non ci ha criticati. Ha detto la verità... e mi scoccia ammetterlo.- mi rispose lei sospirando.
Feci una smorfia.
Dio se non sopportavo quel ragazzo!
-Jess smettila. Riesco a vedere le zone del tuo cervello che fanno a pugni con la faccia di Harry!- esclamò lei ridacchiando.
-Sarebbe decentemente frequentabile se non fosse così presuntuoso da credersi il Signore sceso in terra!- sbottai scatenandole una risata.
-Decentemente frequentabile?- mi domandò tra una risata e l'altra.
-Jess, tu non hai la minima idea di quanto Harry sia da sesso violento! E io l'ho visto solo con un paio di boxer addosso!-esclamò ridendo.
-Detto da una vergine è il colmo!- esclamai prendendola in giro.
-Disse quella che l'ha persa da appena 12 ore!- replicò lei facendomi la linguaccia.
-Questi sono dettagli insignificanti!- ribattei liquidando il discorso con un gesto della mano.
Passammo la serata così, a ridere, scherzare e a mangiare gelato alla menta.
Emily era fantastica e la sua amicizia valeva più di tutto per me. L'unica cosa di cui avevo paura era il modo in cui avrebbe reagito se io e suo fratello ci fossimo lasciati nel peggiore dei modi.
Non volevo perderla nonostante tutto.
Ogni tanto attaccavamo l'argomento, ma lei non ci dava mai tanto peso.
"Sono convinta che saremo amiche fino alla pensione da quando avevamo 5 anni. Louis non cambia niente."
Mi diceva sempre questa frase che mi faceva sorridere, ma non mi rassicurava abbastanza.

***
Emily' POV

Jess era crollata da più o meno un'ora e mezza e io mi stavo annoiando.
Ero stremata, ma la mia testa non voleva smettere di pensare ad Harry.
Le sue mani erano ancora ovunque sul mio corpo e le sue parole continuavano a martellarmi contro il cervello.
Decisi di alzarmi dal letto senza svegliarla.
Sgattaiolai fuori dalla stanza silenziosamente e chiusi lentamente la porta.
Di fronte alla porta di Jess c'era uno specchio che io odiavo.
O meglio, ne odiavo il riflesso, ma comunque lo osservavo.
Indossavo sempre la maglia del mio ex ragazzo, anche se ormai non aveva più il suo profumo, quando dormivo.
Mi osservai le gambe pallide pensando a quanto fossero orrende e mi portai tutti i capelli sulla spalla sinistra, osservandone la lunghezza che sorpassava di molto la linea delle spalle.
Scossi la testa muovendomi verso il corridoio.
Ogni notte, quando non riuscivo a dormire a casa della mia migliore amica uscivo dalla stanza per andare nel salone.
Jess aveva una parete fatta completamente di vetro e aveva un davanzale su cui mi sedevo sempre a guardare la città in tutti i suoi movimenti.
New York era magica e anche se sapevo che fuori tutto era un disordine di rumori, dalla stanza silenziosa di quella casa sembrava che anche essa fosse muta.
Sentii il rumore della porta aprirsi, ma non mi mossi.
Quando Liam non era ubriaco perso mi faceva compagnia per un po', ma veniva lui da me.
I mormorii dei ragazzi si dispersero nel corridoio, verso la camera del mio amico.
Mi piaceva la solitudine, era un'ottima ascoltatrice, peccato non parlasse mai.
Pensai e ripensai per minuti interminabili alle parole di Harry... Mi stavano perforando la testa!
Sentii una porta chiudersi e dei passi avvicinarsi.
Non mi scomodai a voltarmi quando Harry mi chiamò.
-Ciao Harry.- lo salutai.
Si avvicinò al davanzale.
-Che fai qui a quest'ora?- mi chiese sedendosi di fronte a me.
-Non riesco a dormire.- gli risposi continuando a guardare la strada.
-Come mai non riesci a dormire?- mi chiese curioso.
Spostai i miei occhi su di lui.
Indossava solo dei pantaloni da ginnastica e il suo petto ricoperto d'inchiostro mi stava facendo mordere la lingua siccome avrei voluto chiedergli il significato di ogni tatuaggio che avesse.
-Potrei chiederti la stessa cosa.- replicai sbattendo gli occhi per riprendermi dai miei pensieri.
Alzò un angolo della bocca in un sorriso.
-Touchè.-
Ridacchiai, -Comunque dormirei se riuscissi a smettere di pensare.-
Harry mi guardò prima di prendersi il labbro inferiore tra i denti.
-Mh. A cosa pensi?- chiese nuovamente avvicinandosi.
Sospirai.
-A quello che mi hai detto oggi.- gli dissi sincera, mentre lo osservavo sedersi di fronte a me.
Non disse nulla, si limitò a fissarmi mentre io tornai a guardare il panorama.
Sentivo i suoi occhi bruciarmi addosso e iniziai a sentirmi a disagio.
-La smetti?- mi domandò dopo un po'.
Aggrottai la fronte confusa.
-Di fare cosa?-
-Di costringermi a metterti a disagio.-
Mi voltai a guardarlo, meglio gli squadrai il viso fino all'ultimo particolare.
-Sei fastidioso, sai?- dissi.
Lui rise.
-Non mi faccio problemi a fare domande, a differenza tua.- mi rispose sorridendo.
-Nemmeno io lo faccio!- protestai.
-Allora chiedi.- replicò lui.
Mi morsi l'interno della guancia.
Harry sorrise.
-Dimmi la prima cosa che ti passa per la testa.- mi disse incrociando le gambe sul davanzale e avvicinandosi di più a me.
Lo osservai sospirando.
-Perchè ti sei tatuato una farfalla sull'addome?- gli chiesi.
Harry rise di gusto per via di quella domanda e io lo seguii.
In effetti era una cosa piuttosto stupida.
-Ho perso una scommessa con Gemma da ubriaco perso... Ma lei era sobria.- aggiunse iniziando a raccontarmi la scena della scommessa.
Risi nuovamente immaginandomela una volta terminato il racconto.
-Come mai sei venuta qui a pensare?- mi domandò.
Gli sorrisi.
-Perchè quando penso ho bisogno di sentirmi isolata dal resto.- Gli risposi.
Harry parve confuso.
-La città è il "resto"?-
Io annuii.
-Mi piace il disordine notturno di New York.- continuai.
Harry sbuffò; -Io odio questa città. È troppo commerciale.-
-Ma... Allora cosa ci fai qui?- gli domandai portandomi le ginocchia al petto.
Iniziavo ad avere freddo.
-Ah, tutta colpa tua. Sei il mio lavoro, l'hai dimenticato?- mi disse scherzoso sorridendo.
Aprii la bocca di qualche millimetro, indecisa su cosa dire, poi la richiusi scuotendo la testa.
-Però ho trovato una cosa che mi piace.- continuò lui.
-Farti domande, è una cosa che mi diverte.- terminò ridacchiando.
-Ah ah ah.- finsi una risata lasciando intravedere il mio divertimento.
Harry mi fissò piegando la testa di lato.
Io lo guardai intensamente di rimando prima di chiedergli cos'avessi che non andasse.
-Nulla. Sto pensando a quanto ci vorrà.- mi rispose alzandosi.
-A quanto ci vorrà per fare cosa?- gli chiesi curiosa e confusa.
Harry mi sorrise e si chinò su di me.
-Buonanotte piccola Em.- mi salutò lasciandomi un bacio sulla guancia.
-Uhm...- mormorai.
Harry ridacchiò per via del mio chiaro imbarazzo.
-Non sembri avere sonno.- commentai mentre si allontanava verso il corridoio.
-Infatti non ne ho.- mi rispose voltandosi di nuovo verso di me, i miei occhi nei suoi.
-Allora perché te ne vuoi andare?- chiesi di nuovo scuotendo il capo in segno di confusione più totale.
-Mi stai chiedendo di restare?- mi rispose ponendomi un'altra domanda.
Io dischiusi le labbra per ribattere ma abbandonai l'idea.
Gliel'avevo chiesto, implicitamente, ma aveva ragione: volevo che restasse.
La sua espressione da presuntuoso si addolcì prima che il mio stomaco si contorcesse su se stesso.
Louise mi aveva detto che Harry appariva sempre duro, presuntuoso e con le ragazze, perfino con Gemma non ricordava un momento in cui si fosse comportato da "fratellino"... Ma allora quell'espressione? Come dovevo spiegarmela?
Harry sospirò scuotendo la testa, sbuffando un sorriso.
Si avvicinò di nuovo a me ma non si chinò alla mia altezza.
-Non ne vuoi proprio sapere di dormire, eh?- mi chiese.
Scossi la testa, sembrando una bambina che parlava con un adulto.
Harry mi squadrò da capo a piedi.
-Stai tremando.- commentò.
Non dissi nulla.
Mi diede un colpo leggero sulle spalle.
-Fammi spazio.- mi disse prima che strisciassi in avanti.
Si sedette dietro di me e appoggiò la schiena al muro prima di tirarmi verso il suo petto.
Istintivamente provai ad allontanarmi provocando in Harry una risata.
-Andiamo Emily, oggi ti ho tenuta molto più stretta di così... Ed eri molto meno vestita.- mi disse facendo andare a fuoco le mie guance.
Harry mi abbracciò, circondando e scaldando il mio corpo con le sue braccia forti.
-Appoggiati a me.- mi sussurrò con voce roca.
Quando lo feci il suo profumo m'invase le narici.
Harry aveva un profumo che associavo all'aria fresca di montagna e mi piaceva... anche se era del tutto diverso da quello del mio ex ragazzo.
-Sai di mare.- mi disse dopo un po' con voce profonda.
-Mi piace.- continuò.
Voltai la testa verso l'alto per osservarlo.
Aveva un viso davvero bellissimo e particolare, con quegli occhi verdi come l'erba appena tagliata e quella bocca carnosa.
L'espressione dolce aveva ancora possesso dei lineamenti del suo viso e decisi di continuare a fissarla, pur sembrandogli strana, per imprimere nella mia mente ogni particolare di essa. Forse non l'avrei più rivista.
-Perché mi guardi così?- mi domandò aggrottando le sopracciglia.
-Niente.- risposi subito rilassandomi contro il suo petto, respirando il suo profumo.
-Anche a me piace il tuo profumo... Per la cronaca.- aggiunsi alla fine.
Harry scosse un po' i capelli, finendo per averli sulla fronte.
-Devo tagliarli.- commentò sistemandoseli.
Ridacchiai, -A me piacciono così.- gli dissi pentendomene all'istante.
Non potevo averlo detto davvero.
-Il profumo, i capelli... Attenta piccola Em. Non ti starai prendendo una cotta per me?- mi domandò malizioso e deridendomi.
Non risposi scuotendo la testa sommessamente.
Harry era pieno di se stesso e non sarebbe mai cambiato, questo era certo.
-Mh... Tranquillo. Sono brillante a tenere testa ai puttanieri.- gli risposi chiudendo gli occhi.
Sentii una risata vibrargli nel petto, contro la mia schiena.
-Stai già cedendo.- commentò sicuro di se.
Quella volta fui io a ridere.
-Direi che siamo in due.- replicai tagliente.
-Io so recitare piccola Em. Il mio lavoro è quello di apparire, non dimenticarlo.- mi rispose.
Aprii gli occhi di scatto a quelle parole che mi avevano trafitto le orecchie.
Allontanai le sue mani da me, o almeno ci provai visto che la sua presa si fece più salda.
-Allora, se non t'importa vattene.- sussurrai con voce apparentemente tranquilla.
-Non ti ho obbligato a restare, Harry.
Lo hai deciso tu.- continuai inchiodando il suo sguardo nel mio.
Gli occhi di Harry si erano fatti scuri e i suoi lineamenti dolci si erano induriti con loro.
-Non ho detto che non m'importa, ho detto di guardarti bene dal fidarti di me.- replicò lui con voce roca e controllata.
Ci fu un attimo di silenzio in cui mi sentii di nuovo ostinata a fargli perdere le staffe ed ero fermamente convinta che lui stesse facendo la stessa cosa.
-Non devi preoccuparti di questo.- gli dissi sospirando.
-Mi fidavo solo di una persona che se n'è andata.- continuai richiudendo gli occhi e accoccolandomi meglio contro il suo petto.
Lo sentii sospirare, gonfiando il petto prima di rimanere in silenzio.
Piano piano sentii le palpebre farsi più pesanti.
Mi addormentai così: stretta a lui con mille dubbi ancora in testa, ma fidandomi senza esitare della protezione delle sue braccia sul mio corpo sognante.

ANGOLO AUTRICE:
Ho ricambiato idea ahaha, continuerò a fare lo spazio autrice alla fine dei capitoli.
Dunque... Che ve ne pare? Non ho letto ancora nessun commento e non capisco cosa vi spaventi tanto ahaha, non mangio nessuno e ve l'ho già detto: accetto tutto, critiche comprese.
Potete anche scrivermi nei messaggi privati se per voi è meglio ;)
Comunque dal capitolo potete capire quanto Emily sia confusa dalle parole di Harry... Insomma chi non lo sarebbe? Però devo essere sincera, sono esaltata per la parte riguardante la finestra.
Volevo che si vedesse chiaramente il divertimento di Harry nei suoi confronti, ma soprattutto volevo che Emily notasse la sua espressione.
Harry è in un certo modo, ma con lei ha qualcosa di diverso: la guarda diversamente, dolcemente.
Credo che vi farò una testa tanta con questa storia dell'espressione dolce, tenetevi pronte ahahah.
Alla prossima! ;)
anniesss__

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