“Che succede?” chiede, entrando.

Poso il libro e mi metto di fronte a lui. “Qualcosa che non è affare tuo, sicuramente. Esci da questa stanza, ora,” gli ordino e lui guarda Emma, che annuisce, concordando con me.

“No, non me ne vado. Che sta succedendo?” insiste.

“È la mia stanza! Se dico che te ne devi andare, te ne de-”

“Ecco perché hai bisogno di parlare, Felicity! Perché poi tratti le persone in questo modo!” urla Taylor, sovrastando la mia voce.

Non so cosa risponderle, so che ha ragione. Me ne sto rendendo conto, ma Harry mi dà i nervi.

“No, sai tu stessa quanto Harry mi infastidisca,” dico, prendendo una qualsiasi scusa.

“Questa non è una giustificazione!” dice, e so che ha ragione.

Mi copro il viso con le mani e poi mi massaggio le tempie, il mal di testa sta tornando a martellare. Mi siedo sulla sedia, curvando le spalle.

Raddrizzo la schiena, trovandomi davanti tutti e tre. Taylor sta scuotendo la testa, Harry storce le labbra e alza le sopracciglia, come se ci fosse qualcosa di ovvio e, infine, Emma mi guarda preoccupata.

Harry si avvicina a me e si piega sulle ginocchia, per poter avere il viso alla stessa altezza del mio o quasi. “Di- Felicity, parlane. Non voglio essere scortese, ma hai bisogno di parlarne.”

‘Di’?

“Chi sei, Harry? Perché inizi con ‘Di’ e poi cambi? Come sai tutte queste cose di me? Ho davvero paura.” Sto già parlando troppo, ma sono sicura che adesso non mi fermerò. Tra l’altro, non me lo permetteranno.

“È questo il problema?” chiede dolcemente.

“Anche.

Io allontano tutti, persino Taylor. Non voglio nessuno troppo vicino a me, troppo vicino da poter leggere i miei comportamenti. Tu… tu invece lo fai e non riesco ad allontanarti.

Sono convinta che ci sia qualcosa in te, ma non so cosa sia. Non vedo nessuna qualità, ma credo ci sia questo qualcosa. Ogni volta che guardo nei tuoi occhi, loro mi mandano qualche segnale. Vogliono parlarmi, vogliono dirmi qualcosa, ma non ci arrivo.

Con te, mi sento all’oscuro di qualcosa, mentre sento qualcosa nel mio cuore, che si estende al petto e allo stomaco.”

Si siede a terra con le gambe aperte e piegate e la schiena dritta. È incredibile, ma delle lacrime gli stanno rigando le guance. È forse un tipo sensibile? Non mi faccio fermare da questo e continuo a parlare.

“A tutto questo, si aggiunge mia mamma.” Spalanca gli occhi. “Proprio prima che entrassero Emma e Taylor, stavo parlando con lei al telefono. Le ho detto che vorrei andare a farle visita, ma non vuole che ci vada. Ha detto che verrà lei, che possiamo anche non aspettare le vacanze natalizie per passare del tempo insieme, se ne ho bisogno. Non riesco a darmi una spiegazione, riesco solo a pensare che mi stia nascondendo qualcosa, e ho paura.” Deglutisce a vuoto e apre la bocca.

Tutti guardano me, ma mentre parlo, io guardo solo lui. Né con Taylor né con Emma sarei riuscita a parlare, con lui ci riesco tranquillamente.

“Perché stai piangendo? Harry, spiegamelo, per favore,” lo supplico, di nuovo.

“No, ma ti muovi avanti e indietro su quella sedia. Sdraiati sul letto.” Chiude gli occhi mentre lo dice, poi si alza. Sembra una richiesta che provenga dal cuore e non so perché.

“Per favo-”

“Sul letto, Diana-Felicity,” mi interrompe, mettendosi la mano sulla bocca dopo essersi corretto.

Ogni cosa che, inconsciamente, svela di sapere, mi trafigge il cuore, facendomi sussultare ogni volta.

“Non fare domande, vai,” ordina, indicando il letto, ma cercando di restare calmo e dolce.

Mi sdraio a pancia in giù sul letto e lui mi segue, restando in piedi. Sento le sue mani entrare a contatto con la mia pelle, quando le infila sotto il tessuto della mia maglietta.

È un contatto che brucia, brucia in tutto il mio corpo, collegandosi subito con esso.

Lacrime continuano a scendere dai miei occhi, pensando a quante volte mia madre ha fatto questo per me, da piccola.

Proseguendo con il massaggio, inizio a chiedermi se fosse stata l’unica.

“Harry…” inizio.

“Shh. Rilassati. Non pensare a niente.” Mentre lo dice, qualcosa di umido si posa sulla mia schiena. Sta piangendo.

La sua voce arriva sempre come un ordine a qualsiasi cosa riguardi me. Ieri gli occhi, oggi tutto il corpo. Provo a svuotare la mente, a lasciarmi andare. Finalmente, inizia a funzionare.

Quando capisce che non ho più lacrime da versare e che sono più rilassata, trascina delicatamente un dito lungo la mia spina dorsale, mandandomi un brivido.

“Come hai fatto?” gli chiede Taylor.

Lui scuote le spalle.

“Harry,” ricomincio.

Sospira. “Diana…”

“Felicity,” lo correggo.

“Come vuoi. Sai cosa devi fare adesso, no?”

“Adesso rilassati, resta sdraiata, cerca di non pensare, o pensa a qualcosa di bello e che ti fa felice.”

Le parole di mia madre.

“Resta qui,” gli dico, ma è più una richiesta, mentre chiudo gli occhi.

*****

Bene, bene, bene. Eccomi qui.

Questo Harry insolente che resta in stanza anche senza il consenso di Emma... mm. Vabbè, ha fatto bene, penso che Felicity abbia bisogno di parlare per sfogarsi. Come tutti.

Uhm.. a mio parere, è dal prossimo capitolo che la storia inizia a farsi interessante. Spero che penserete lo stesso.

Ah! Ho scoperto che il mio modo di scrivere "Ciao." Disse è sbagliato, ed è stato un trauma. Adesso sto correggendo tutto... spero di farcela. lol

Spero vi piaccia questo capitolo e, come ogni volta, che me lo farete sapere, anche se è inutile dirlo.

Baci,

powerfulinpeace. x

End Up Again - DIANA || H.S.Leggi questa storia gratuitamente!