Capitolo 3

133 11 1

Ero distesa su un tappeto di terra umida, circondata dagli alberi.
Un vento freddo li scuoteva leggermente.

Mi alzai a fatica da dove ero distesa.
Mi sentivo come se mi fossi buttata da un edificio: a pezzi.

Cercai con lo sguardo i miei compagni e fui rassicurata dal fatto che fossero a pochi metri di distanza da me.
Corsi subito da Amy e l'aiutai ad alzarsi.
Nel frattempo tutti sembravano aver ripreso conoscenza.

<< Dove siamo? >> disse Amy ancora frastornata.
<< Mi sembra di conoscere questo posto, non è quello del computer? >> risposi
<< Hai ragione, è uguale >> Alessio stava venendo dalla nostra parte
<< Dov'è Daniel? >>
<< Sono qui >> disse serio
<< Ho trovato una cosa, venite >>

Decidemmo di seguirlo.

Lui ci portò davanti ad una porta di legno bianco; poco lontano da dove ci trovavamo.
Non c'erano muri o pareti intorno ad essa, totalmente fuori posto con il resto del paesaggio.

<< Che cos'è? >> disse Amy tremante
<< Una porta >> risposi
Alessio sembrò accorgersene e gli posò la sua giacca sulle spalle.
Bastò quel gesto a farla arrossire.

Notai un particolare: nella porta c'erano tre serrature.
Mi avvicinai e le sfiorai leggermente.

<< Ci sono tre serrature >> dissi
<< Sarà la via d'uscita? >> pensò ad alta voce Daniel
Lo guardammo speranzosi.
Lui arrossì.
<< Non avrebbe motivo se fosse aperta >> disse

Ci legammo tutti a quella speranza.
Tornammo dagli altri.

Alcune ragazze provavano a telefonare ai propri familiari, ma senza successo: non c'era campo.
I ragazzi erano disposti in cerchio e facevano il punto della situazione.

Nessuno osava avvicinarsi alla casa.

<< Dovremmo entrare? >> sussurrai
<< Neanche per sogno! >> urlò Amy
<< Tu vuoi uscire? >> disse Daniel
<< Certo che voglio uscire! Mi sembra ovvio! >>

Alessio guardava la scena.

<< E allora dobbiamo entrare in quella stramaledetta casa! >> finì Daniel
<< E se... >> non fece in tempo a finire la frase che una piccola lacrima gli rigò il viso.
Non ci volle molto prima che scoppiasse in un pianto disperato.

<< Non ti preoccupare Amy, ti proteggeremo noi >> dissi abbracciandola
<< È un momento difficile per tutti >>

Ero stranamente calma; di solito in queste situazioni si piangeva disperati.
Ma non combineremmo nulla stando fermi a guardare.

<< Formiamo due gruppi: il primo resterà qua fuori ad aspettare i soccorsi; mentre il secondo andrà dentro la casa a cercare le tre chiavi, che secondo tutti apriranno la porta che servirà come via di fuga >> formulò Alessio indicando la porta bianca
<< Io vengo >> risposi
<< Anch'io >> disse Daniel
<< Se a voi non dispiace, io preferirei restare qui >> Amy aveva gli occhi gonfi di lacrime che cercava disperatamente di asciugare con un fazzoletto.
Annuimmo in silenzio.

Formammo i gruppi:
Il primo era composto prevalentemente da ragazze; lasciammo li tre ragazzi per sicurezza.
Io e altri sette compagni saremmo partiti alla ricerca delle chiavi.

<< Abbi cura di te Amy >> dissi
<< Ti aspetterò, so che tornerai >> rispose
<< Usciremo da qui insieme, lo prometto >> ci abbracciammo
Detto questo mi voltai camminando verso la casa.

L'edificio, alto e possente, era eroso dal tempo.
Trasudava paura e inquietudine.
Arrivai davanti alla porta con Alessio e Daniel al mio fianco.
Dietro, gli altri alunni ci guardavano silenziosi, aspettando il via per entrare.

Misi la mano sulla maniglia fredda, Daniel mise la sua sopra la mia e Alessio mise la sua sopra quella di Daniel.
Tesissimi ci guardammo.

<< Al tre >> dissi
<< Uno ... due ... tre! >>spalancammo la porta e un'aria di chiuso ci investì in pieno.

Uno alla volta entrammo nel varco.

Dopo che fummo tutti dentro; la porta, lentamente, si chiuse cigolando .

DollsLeggi questa storia gratuitamente!