Amici nemici.

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Ero seduto alla mia scrivania in mogano del castello, ebbene si, questa è la proprietà in cui vivevo.. il castello al quale i miei nemici avevano dato fuoco quando ero un novellino. Sospiro guardando la pioggia che si abbatte sulla finestra e faccio una smorfia, per la mia sicurezza son dovuto tornare qui. Dove gli altri vampiri presenti sono solamente i soldati che mi sono fedeli e le cameriere, alcuni umani naturalmente. Abbiamo bisogno di sangue umano e fresco è decisamente meglio che le sacche, non consento di nutrirsi ogni giorno da loro. Siamo in molti ora, lascio che si nutrano da loro una volta a settimana, alternati naturalmente, e per gli altri giorni sacche.. ma sto divagando non trovate? Sono preoccupato. Non sapete che cosa è successo ultimamente, in effetti è da un po’ che non vi aggiorno.. sicuramente vi sarete chiesti che fine ho fatto. Ebbene ho chiesto alle mie guardie di trovare Celine e portarla al castello, ora è in una stanza decisa a tenermi il muso perché non l’ho condotta qui con le buone maniere e perchè secondo lei non correva nessun pericolo.

È la donna con la quale  vado a letto, ovviamente corre dei pericoli.

<Maledizione..>

Mormoro osservando quelle gocce scendere lungo il vetro, è molto più interessante che pensare al fatto che probabilmente c’è una guerra troppo vicina per i miei gusti.

La porta del mio studio si apre e poi si richiude, riconosco i passi della persona che si avvicina alla scrivania e quando mi giro convinto di buone notizie incrocio lo sguardo assassino del mio migliore amico.

<Dobbiamo parlare.> mi dice freddo come il ghiaccio e in quel momento capisco che è qualcosa di molto serio, mi giro verso di lui senza alzarmi dalla sedia e lo osservo mentre si accomoda, è nervoso. Si passa la mano fra i capelli e non riesce a guardarmi, a un certo punto il suo sguardo di ghiaccio incrocia il mio e capisco che non centra con quello che sta accadendo fuori di qui ma che è qualcosa di personale. Lo conosco, glielo si legge in faccia.

Resto zitto e lo osservo aspettando che parli.

< Ho saputo che la ragazza di cui mi parlavi è qui.. ero curioso di sapere chi fosse e l’ho incontrata.>

Fa una pausa per vedere la mia reazione ma non vedo che ci sia di male, a meno che non se la sia portata a letto mentre ha una specie di patto con me a me va bene qualunque cosa.

Si schiarisce la voce e congiungo le mani davanti al viso mentre lo osservo.

<Lei, Celine.. è la donna che volevo sposare, quella che ti sei rifiutato di conoscere finche non ci saremmo sposati. Ti ricordi Jonathan?>

Quando finisce di parlare la mia prima reazione è che stia scherzando ma dal suo sguardo capisco che è perfettamente serio e mi scappa un’imprecazione. La donna con la quale vado a letto è la stessa che ha spezzato il cuore al mio migliore amico.

Ora sono io a passarmi la mano fra i capelli e capisco che Marcus vuole delle scuse sincere da me.. ma ho comunque un altro problema, non gli andrà mai giù che io e lei.. bhe..    questo è un problema.

< Non ne avevo idea. >

Dissi guardandolo negli occhi, lo vidi sospirare e si alzò iniziando a camminare per la stanza, era solo questione di attimi e sarebbe esploso.

<Non ne avevi idea.. se ti fossi degnato di conoscerla quando ti supplicavo di farlo non saresti finito a letto con lei!>

Ed eccolo, l’uomo più calmo del mondo che urlava come un pazzo, aveva gli occhi iniettati di sangue e le vene sul suo collo si erano gonfiate. Sospiro e mi alzo in piedi per fargli capire che non mi intimidisce.

<Sai cosa pensavo di lei e non puoi dire che mi sbagliassi, capisco che sei arrabbiato ma sono passati trecento anni Marcus.. hai avuto altre donne oltre a lei.>
gli ricordo e nel frattempo mi ero avvicinato a lui, eravamo uno davanti all’altro, non volevo mettermi ad urlare anche io ma non sapevo nemmeno come concludere questa faccenda senza che mi prendesse a pugni.

Un patto fra due anime dannate.Leggi questa storia gratuitamente!