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Capitolo 6

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«Cris, devi fare ancora per molto? Ho bisogno di alcuni consigli!» - disse Meg a voce piuttosto alta.

Era agitata e fomentata più di ogni altra volta che io ricordassi sin dai tempi del liceo, non vedeva l'ora di arrivare a quella festa e cercare di fare colpo. La sua vita sentimentale era sempre stata una continua lotta per conquistare le persone a cui teneva, per poi rimanerne delusa, e non volevo che anche questa cotta la portasse ad una diminuizione di autostima o a chissà quale terribile ferita che avrebbe cicatrizzato nella sua interiorità con il passare del tempo; non volevo che fosse per lei un'ulteriore pugnalata al petto, non lo meritava per nessuna ragione al mondo.

Avevo spesso sentito parlare di Niall Horan, beh, chi non lo conosceva nel mio istituto? Aveva finito il liceo da circa 3 anni e tutte le ragazze dal quarto in poi andavano pazze per lui, nonostante fosse ricordato da ognuna di loro come un bastardo al quale non si potesse dire una parola differente da 'sei bellissimo' o 'sei perfetto'.

Odiavo quel genere di ragazzi, avevo sin da subito messo in testa l'idea di una persona degna di stare accanto a me perchè mi rispettasse, capace di eliminare il proprio essere pur di amarmi, e la consapevolezza di un fighettino che mi avrebbe fatta soffrire, alimentava ancor di più il mio distacco dall'universo maschile. Non mi sarei mai permessa di distruggere la perfetta icona che Meggie aveva creato di quel ragazzo, avrei piuttosto preferito che facesse le sue esperienze, com'è giusto che ogni adolescente faccia, per poi capire che non tutti i principi azzurri hanno l'animo da tali, e che l'apparenza angelica, può in realtà nascondere un'anima diabolica e narcisista. Era questa l'impressione che sin da subito mi aveva dato Horan, e speravo di sbagliarmi nel pensarlo, ogni qual volta osservavo lo sguardo di Meggie perso nel vuoto quando parlava dei suoi occhi azzurro cielo e del suo volto perfetto: per lei era un angelo e nessuno al mondo avrebbe mai potuto contraddirla in merito.

Uscii immediatamente dal bagno con l'accappatoio addosso, e non appena entrai in camera di Meg, mi sembrò di essere in un manicomio di gente avente disturbi psicologici; c'erano miliardi di vestiti sul letto, scarpe di ogni categoria, per non parlare dell'intimo: un outlet in confronto sarebbe apparso vuoto.

Mi sfuggì una leggera risatina, non per niente derisoria, anzi, ma comunque spontanea, visto il trambusto che aveva combinato per la scelta dell'outfit da indossare quella sera.

«Perchè ridi? Sono patetica, non è così?» - affermò trattenendo un mezzo sorriso.

«No, non prendere la mia risata come un fattore dispregiativo o giù di lì, assolutamente. Trovo un pò esagerato... tutto questo, insomma.» - risposi indicando la baraonda che aveva creato sul letto.

«Bene, adesso smettila di scambiarmi per una psicopatica e dammi una mano a scegliere qualcosa di decente.» - disse con tono deciso, trascinandomi dalla manica dell'accappatoio, noncurante del fatto che avessi prima voluto vestirmi.

«Come ti sembra questo?» - disse eccitata prendendo in mano un vestitino corto floreale.

«Ehmm, non mi fa impazzire.» - risposi imbarazzata, ma sincera.

«Okay, hmm.. e questo?» - tentò di strapparmi uno sguardo di approvazione con l'espressione speranzosa, afferrando un vestito altrettanto corto color argento, che ero sicura avrebbe illuminato l'intera serata alla sola vista.

«Si, credo sia perfetto per la tua missione!» - ammiccai facendole una linguaccia.

«Quale missione?» - sghignazzò, nonostante avesse perfettamente capito a cosa mi stessi riferendo.

La festa era prevista per le 22:30 ed erano già le 21; Meg si era chiusa in bagno tra trucco e parrucco, sembrando non voler uscire più per timore di non avere un mio supporto sul piano estetico, malgrado la mia scarsa esperienza in campo. Nel frattempo pensai di sdraiarmi sul letto, ero esausta e andare a quella festa era l'ultima delle cose che avrei voluto fare, ma nella mia mente continuava a circolare il pensiero che tutto ciò fosse dedicato a Meggie, era la sua sera e io dovevo fare in modo che tutto andasse per il meglio, dovevo renderla perfetta.

Le mie riflessioni vennero interrotte da un messaggio, era Liam che mi chiedeva cosa avessi fatto quella sera.

'Sono ad una festa con Meggie, quella organizzata dal liceo.' - gli risposi.

'Tu ad una festa? Non ci credo :o'

'Si, fa strano anche a me, ma voglio ringraziarla per quello che ha fatto per me. Ti racconterò :*'

'Mi racconterai stasera, allora ;)'

Questo significa che c'era anche Liam? Per un attimo mi consolai, sapevo che Meggie si sarebbe concentrata su altro per l'intera serata, e la presenza del mio migliore amico mi destava serenità, oltre che la certezza di un'ottima compagnia.

'Ci sei anche tu?!'

'Si baby. Devo farti conoscere una "persona" molto importante.'

Non appena riuscii a fare i conti con gli eventi che si erano susseguiti negli ultimi periodi, ricollegandomi a quel messaggio, non esitai a pensare che si stesse parlando di una ragazza e non volevo l'ora che arrivassero le 22:30 soltanto per conoscerla, oltre che per incoraggiare la mia adorata Meg.

'Uuhu, Payne mi sta nascondendo qualcosa? A dopo! :D'

'Non conciarti esageratamente, non voglio che ti sequestrino. A dopo x' - rispose, interrompendo la nostra conversazione.

Ciò che avevo deciso di indossare, risultava sicuramente un pugno in un occhio in confronto all'eleganza e alla sensualità con la quale la mia amica aveva deciso di presentarsi a quella festa.

Una maglia larga degli AC/DC, dei pantaloni aderenti a righe bianchi e neri e un paio di ballerine, non erano di certo la combinazione perfetta per fare colpo su qualcuno, anche perchè la mia intenzione non era quella e non volevo lo fosse per molto tempo.

«Cristine!! Sono prontaaa!» - urlò Meggie dal bagno. Erano le 23:10 e stavo per addormentarmi sul letto, non credevo si potesse sforare di così tanto un orario prestabilito per l'inizio di una festa.

Mi alzai dal letto, riguardai il mio aspetto allo specchio; i capelli erano leggermente spennati e quel poco di trucco sembrava aver perso la lucentezza che aveva 30 minuti prima che mi appisolassi, ma noncurante del mio aspetto, varcai la soglia della camera in cui mi trovavo, con l'intento di smettere di barcollare dal sonno; mi aspettava una lunga notte e non potevo concedermi il lusso di dormire.

«Sei assolutamente perfetta, ecco.» - pronunciai delicatamente, accarezzando un boccolo di Meggie.

Era impeccabile e tutto ciò che le avevo detto rispecchiava un pensiero reale, non mirato al compiacimento per renderla convinta di un dato frutto della mia invenzione. Il trucco, seppur in eccesso, sembrava donarle un senso etereo che la avrebbe contraddistinta sicuramente dalle altre, e le labbra rosso fuoco sarebbero state il punto di lancio per il bacio che attendeva con il suo principe azzurro, di nome e di fatto.

«Lo dici davvero?» - mi disse con uno sguardo insicuro.

«Si, lo dico davvero. Adesso andiamo, siamo in ritardissimo!» - risposi preoccupata.

«Le principesse si fanno sempre attendere, Cris.» - affermò incamminandosi verso la porta d'ingresso, pronta e felice più che mai.

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