Thank you.

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-TYLER!
Dissi disgustata. Era ubriaco. Il mio ex ubriaco davanti al bar dove lavoravo.
-mi manchi.
-tu no Tyler! Non più.
-Roxane mi ha lasciato. Dice che è perché ti penso ancora. Ma la verità è che ha trovato un altro. Io lo so.
-non mi interessa. Hai fatto la scelta di tradirmi ora vivrai con quella scelta. Perché io da te non torno.
Tyler si avvicinò a me e mi spinse contro il muro. Mi strinse il viso con una mano e mi stringeva il fianco con l'altra.
-Tyler mi fai male.
-baciami.
-no! Togliti. Vattene.
Urlai cercando di spingerlo via.
-e dai un bacio. Non fare la preziosa lo sappiamo entrambi che non lo sei affatto.
Disse per poi premere le labbra sulle mie con violenza.
-credo di aver sentito che la ragazza ha detto che devi lasciarla stare.
Stranamente ero contenta di sentire la sua voce. Tyler si girò e lascio la presa dal mio fianco e dalla mia faccia.
-e tu saresti?
-un amico di Megan. Tu saresti?
-non sono affari che ti riguardano ricciolino. Perché non vai via?
-perché non vai via tu?
Tyler si avvicinò ad Harry e lo spinse. Era più muscoloso di Harry e poco più alto. Ma nel giro di un secondo Tyler era a terra steso dal pugno che Harry gli aveva dato in piena faccia. Harry corse verso di me.
-come stai? Ti ha fatto male?
-Harry che ci fai qui?
-hai detto che non corri dietro a nessuno allora ho deciso di aspettarti così mi avresti trovato già qui e non devi correre da nessuna parte.
Quelle parole mi fecero sciogliere. Era così dolce con una persona che non conosceva nemmeno ma allo stesso tempo ciò che era accaduto nel bagno mi aveva fatto davvero infuriare.
-voglio andare a casa.
-vuoi un passaggio?
-no vado a piedi.
-vengo con te. Ti accompagno.
-ci vogliono quaranta minuti.
-non fa niente. Mi faccio venire a prendere fuori casa tua. Andiamo.
Disse porgendomi un braccio io lo ignorai e gli passai davanti. Sentii una ghigno di Harry da dietro e non riuscii a trattenere un sorriso. Dopo dieci minuti cominciai a sentire freddo.
-tieni.
Diss Harry togliendosi la giacca e mettendola sulle mie spalle.
-avrai freddo tu poi.
-questa camicia va più che bene. Non preoccuparti. E poi... Io ho più vestiti di te addosso.
-haha vero.
Infilai un braccio sotto al suo. E lui mi guardo' con espressione interrogativa e io mi limitai ad alzare le spalle e sorridere. A sua volta lui sorrise. Passeggiammo a lungo senza dire niente finché non fu lui a rompere il ghiaccio
-come hai conosciuto il tuo ex?
-in un bar. Tre anni fa.
-come mai è finita?
-mi ha tradita con la mia migliore amica.
-stronzo!
-non metterti più in mezzo me la so gestire e ti farebbe del male.
-me la sono cavata bene stasera però.
-stasera si. Ma non farlo più. È troppo grande per te.
-quanti anni ha Megan?
-ventisette.
-e tu?
-diciassette tra un mese diciotto.
-è molto più grande di te.
-lo amavo Harry. Non giudicare.
-non giudico.
Inspirai bruscamente poggiando la testa sulla spalla di Harry che mi baciò i capelli.
-è l'appuntamento più bello che abbia mai avuto.
-non è un appuntamento Harry.
-quaranta minuti di passeggio o sono una maratona o un appuntamento. Preferisco la seconda opzione.
Mi limitai a sorridere non sapendo cosa dire. Dopo altri dieci minuti di camminata in quei trampoli arrivammo davanti casa mia.
-beh io sono arrivata.
Feci per sfilarmi la giacca ma Harry mi fermò.
-tienila. Vuol dire che ci rivedremo se la tieni.
Sorrisi timidamente e stampai un bacio sulla guancia a Harry che mi prese per i fianchi e mi tirò a se. Quando le mie labbra si staccarono dal suo viso rimanemmo immobili per qualche minuto e le nostre labbra si avvicinarono. Harry non si avvicinava del tutto allora decisi di fare io l'ultimo passo. Ma Harry si allontanò.
-buonanotte.
Sussurrò dandomi un bacio sulla guancia.
-buonanotte Harry. Cacciai le chiavi dalla borsa ed entrai in casa.

-VISTO DA HARRY-
Cinque minuti dopo che Megan salì accostò al marciapiede un grosso suv nero.
-Harry sali.
-arrivo Paul.
Saltai in auto e Paul mi portò a casa.
-grazie e scusa se ti ho fatto uscire così tardi.
-non fa niente domani mi spiegherai tutto. Buonanotte Harry.
-notte.
Entrai in casa e salii in camera da letto. Mi sentivo tutto in torno il profumo di BVLGARI. Il profumo di Megan. Quella ragazza mi aveva fatto perdere la testa e dovevo averla a tutti i costi. La volevo rivedere. Mi spogliai rimanendo in boxer e mi buttai sul letto. La notte passò lentamente pensando a tutto ciò che era successo in una giornata con Megan appena conosciuta. Mi addormentai e alle dieci mi svegliai ancora molto assonnato. Decisi di andare al bar di Megan. Jeans neri attillati,camicetta bianca,stivali in pelle,cappello nero,occhiali da sole e chiavi della Porsche. Stile Harry Styles. Arrivai al bar alle 11:00 sperando di trovare Megan. Non la vedevo quindi mi avvicinai al direttore.
-buongiorno John.
-signor Styles.
-chiamami Harry.
-va bene. Vuoi un tavolo?
-veramente vorrei Megan.
-Megan attacca alle cinque fino alle due come ieri. Mi dispiace ma non c'è.
-passo dopo allora.
-oggi ha due,tre tavoli. Mi dispiace ma sarà molto impegnata.
-allora prenoto un tavolo.
-signor Styles mi dispiace ma è meglio che passi un'altra volta.
Abbassai lo sguardo e uscii dal locale senza fiatare.

-VISTO DA MEGAN-
La notte precedente avevo dormito pochissimo a causa della testa piena di pensieri. Guardai la sveglia ed erano le 12:30. Mi alzai e feci una doccia. Decisi di andare a pranzare fuori. E casomai comprarmi qualcosa di nuovo. Infilai il mio pantalone a scacchi bianco e nero a vita alta con le pieghe sotto, una maglia corta nera e le dctr. Marteen nere. Presi la borsa marrone e infilai come al solito sigarette, accendino, cuffiette, inalatore, portafogli, specchietto e chiavi della macchina. Avevo una macchina 50. Quelle che si guidano prima di essere maggiorenne. Regalo di mia madre prima di morire pensando che sarebbe stato qualcosa che mi avrebbe distratta dalla sua morte. Pensiero stupido e irrazionale ma regalo ben accettato. Uscii di casa e chiusi la porta a chiave. Posai le chiavi di casa in borsa e presi quelle della macchina. Cacciai il telefono dalla tasca e trovai un messaggio da Jasmine.
-"baby oggi vieni alle cinque?"
-"si. A dopo."
Risposi freddamente e cominciai a guidare. Venti minuti dopo ero arrivata al centro commerciale. Nonostante fosse l'una e mezza non avevo fame e quindi entrai nel primo negozio che mi trovai davanti. Poi presi un sacco di vestiti. Li provai tutti. Ma ciò che mi colpì veramente furono il corpetto nero ,un pantaloncino chiaro a vita alta,corto,strappato d'avanti e una giacchetta di seta con lo sfondo nero e dei fiori rosa chiaro. Pagai spendendo una somma leggermente esagerata. Uscii dal negozio e camminai un po' finché non mi trovai davanti ad accesorise. Dove comprai un largo cappello nero. Poi un negozio di scarpe dove presi un paio di tacchi neri, con il tacco doppio e di legno. Guardai l'ora e si erano fatte le tre e mezza e non avevo mangiato. Andai da M&S e comprai un tramezzino. Andai in macchina e guidai fino a casa. Accesi la radio e il destino vuole che c'era una canzone degli one direction. Come se non avessi pensato abbastanza a quel ragazzo per un giorno. Arrivai a casa alle quattro. Presi il borsone da palestra e ci buttai dentro tutto ciò che c'era nella borsa più il vestitino rosso sangue che mi serviva per lavoro e la giacca di pelle di Harry. Mi cambiai infilando dei jeans strettissimi con una canotta nera e i miei amati tacchi neri. Presi il borsone e uscii di casa. Mi incamminai per Londra mentre fumavo la mia amata marlboro. Le facce di Londra erano sempre diverse ma allo stesso tempo tutte uguali. divise in categorie. Quelli con un'espressione da funerale che andavano a lavorare, i tipici fattoni e le famiglie,coppiette. Alle cinque meno dieci arrivai al bar. Dove non c'era la folla urlante del giorno prima.

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