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Capitolo 13

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Gliela avrei fatta pagare a Dan. Non avrebbe dovuto mettersi contro di me, contro la mia gang. E la cosa più importante di tutti ora era che dovevo stare solo e soltanto con Hope. Il suo obbiettivo era ucciderla, cosi da poter successivamente uccidere me. Ma non l'avrei permesso. Se osava solo toccarla l'avrei ucciso con le mie stesse mani.
Ora dovevo solo cercare un piano per fargli capire che in questa città il capo sono io, e farebbe bene a scomparire una volta per tutte insieme ai suoi schiavetti.

PARTE HOPE
Avevo sentito tutto. Ero girata di spalle e fissavo la finestra. Justin aveva appena finito di parlare al telefono. Ora il bersaglio di Dan ero io. Al solo pensiero sobbalzai e Justin se ne accorse.

J: Hey, brutto sogno?
H: S-si
Dissi balbettando e continuando a fissare la finestra

J: Hope che hai? Stai tremando
H: Ho sentito tutto

Dissi trattenendo le lacrime. Sentì Justin fare un grande respiro e alzarsi dal letto. Mi voltai lentamente e lo vidi cercare qualcosa nell'armadio. Guardai incuriosita, e appena vidi cosa avevo preso rimasi immobile.

J: Se vuoi essere sempre al sicuro dovrò insegnarti a sparare.
Disse passandosi la pistola da una mano all'altra come se niente fosse

H: Scusa?
Dissi inarcando le sopracciglia

H: Io non voglio uccidere nessuno
J: Non dovrai per forza ucciderle
Disse in toni sarcastico

J: Ma se dovessi trovarti in una situazione difficile potresti almeno sparargli alla gamba cosi potresti scappare

Io rimasi a guardarlo a bocca aperta come per dirgli "cosa scusa?". Però in effetti poteva essermi utile

H: Ah al diavolo, facciamolo.
Dissi alzandomi e prendendogli la pistola dalle mani.

J: Benissimo, andiamo

Mi prese la mano e mi portò fino al corridoio; prese un'estremità che sbucava dal soffitto e tirò giu una scala.

J: Vieni

Cominciò a salire e io dopo di lui. Arrivammo in una specie di cantina, lui prese delle sagome e poi ritornammo nel corridoio. Mi condusse fino alla sua camera e poi aprì la finestra. Uscì nel balcone e mi portò con se. C'era una scala che portava fino al tetto. Salimmo e ci ritrovammo sul tetto, si poteva vedere il bellissimo paesaggio e il sole che tramontava.

H: Justin, qui è bellissimo
J: Vero? Ok però ora cominciamo.
H: Cominciamo.

J: Sei stata bravissima
H: Bravissima? Ma se per poco non prendevo te
J: Però non mi ha preso, quindi sei stata brava
H: Se lo dici tu

Dissi correndogli in contro. Mi prese al volo e mi fece girare. Sembrava la scena di un film. E poi il tramonto abbelliva il tutto. Mi fece scendere lentamente e poi prese il telefono. Mi lasciò un attimo e lo mise appoggiato a un piccolo muretto con la telecamera verso di noi. Venne di nuovo verso di me e senza dirmi niente mi baciò. Si staccò da me e mi sorrise, io lo guardai non capendo. Lui rise e andò a prendere il cellulare. Mentre camminava di nuovo verso di me sorrise guardando il telefono.

J: Guarda
Mi disse facendomi vedere il telefono. Era una foto di noi due mentre ci baciavamo. C'era il colore del tramonto dietro di noi, e c'erano raffigurate le sagome dei nostri corpi uniti da un biacio. Era un contrasto meraviglioso.
H: Justin è bellissima.
J: Certo, ci sei tu
Disse prendendomi di nuovo in braccio.

J: Lo sai che sei unica vero
Disse dandomi un bacio. Io affondai la faccia nell'incavo del suo collo ridendo.

J: Io e te per sempre piccola
Disse mettendomi giu.

H: Per sempre
Dissi baciandolo di nuovo.

Forever? ||Justin Bieber||Leggi questa storia gratuitamente!