Capitolo 5

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Il mio intento era quello di arrivare a casa prima di lei, svuotare il mio armadio e andare da qualche parte, non sapendo nemmeno dove. Non mi andava di disturbare Liam, aveva detto chiaramente che sarebbe stato impegnato quella sera, e mai al mondo avrei cambiato i suoi programmi per problemi miei, anche se conoscendolo l'avrebbe fatto senza pensarci un attimo. Proprio in quel momento il mio telefono vibrò, era Meggie.

'Possiamo parlare di quello che è successo poco fa, se ti va.'

Avrei potuto farlo, ma non mi andava di scrivere via messaggi tutto il male che provavo e che continuavo a sentire dentro al petto.

'Sto andando via di casa, non so ancora dove; ti racconterò con calma, grazie Meg.'

Inviai il messaggio, riponendo nel borsone l'ultima maglia presente nel mio armadio. Era fatta, stavo definitivamente abbandonando casa mia.

'Vieni a dormire da me stasera, al "dopo" ci penseremo insieme.'

La sua risposta mi fece scappare inevitabilmente un sorriso, e mi rincuorò in parte. C'era qualcuno disposto ad aiutarmi, e nonostante potessi sembrare sfacciata, decisi di accettare la proposta. Risultava piuttosto imbarazzante recarmi per la seconda volta in un giorno a casa di Meggie, soprattutto dopo il macello che aveva combinato mia madre. Non mi passò per un attimo il pensiero di sapere dove sarebbe andata lei, e dove si trovasse lei in quel momento. Nessuno aveva pensato a me, nessuno che fosse degno di prendere il nome di genitore, madre. Lei aveva addirittura pensato di ricostruirsi una vita nuova, eliminandomi del tutto, sconsiderandomi, apparendo triste e distrutta mentre io mi sforzavo ad integrarla nelle vicende che vivevo ogni santo giorno. Non sentivo più l'esigenza di interessarmi a lei, perchè lei aveva attuato tutto ciò che io non avrei mai voluto attuasse.

Prima di uscire definitivamente da quella casa, osservai l'ingresso, mi guardai nell'enorme specchio posto alla mia destra e dissi a me stessa che l'azione che stava per essere compiuta, mi avrebbe semplicemente reso una persona migliore, avrebbe tracciato un futuro, una scia positiva, una splendida luce che i miei occhi avevano perso, una luce vera.

Chiusi la porta d'ingresso alle mie spalle, ritrovandomi nel giardinetto, ed inevitabilmente mi cadde una lacrima, l'ultima, così come la mia coscienza decise di promettere al mio cuore. Non avrei mai più sofferto per mia madre da quel momento, non lo meritava.

Iniziai a camminare, il passo era piuttosto veloce, non vedevo l'ora di raggiungere Meggie per parlare con lei di tutto quello che mi stava passando per la testa. Ero abituata a vederla come una compagna di classe inseparabile, un'amica con la quale parlare di ragazzi, di cotte, di flirt, e mi era sempre piaciuto immaginarla al di fuori della scuola, perchè si rivelava un'ottima compagnia, oltre che una gran simpaticona.

'Sono quì fuori, apri.'

Le inviai un messaggio, e dopo qualche minuto uscì con un mega sorriso stampato sul volto. Mi riempì l'anima, ne avevo davvero bisogno, non volevo sentirmi un peso per qualcuno, ed evidentemente a lei faceva davvero piacere avermi per quella sera o per chissà quanti altri giorni in casa sua. Riuscì perfettamente ad eliminare l'imbarazzo che si era creato le ore precedenti, e tirandomi una ciocca mi invitò ad entrare in casa sua.

«Vuoi rimanere tutto il tempo lì fuori?» - mi disse con tono sarcastico.

«Ehm, no. Grazie Meg, dav-» - mi tappò la bocca con una mano e sorridendo, dopo aver varcato la porta di ingresso, andammo in camera sua.

Era enorme, schifosamente rosa, con due letti posti centralmente ricoperti di cuscini colorati, due armadietti ai lati e un lampadario con delle piume pendenti. Fortunatamente la sorella maggiore di Meggie si era trasferita nella periferia di Sydney con il suo nuovo compagno, uno dei tanti motivi per cui Meg era solita organizzare un sacco di pigiama party con le compagne di classe, ai quali io non ho mai partecipato, pur di non lasciare mamma sola in casa; che stupida!

«Puoi sistemare tutte le tue cose sul letto, quello a destra, accanto c'è un armadietto abbastanza grande in cui riporre tutti i tuoi vestiti. In fondo a destra c'è il bagno riservato agli ospiti e se avessi bisogno di qualsiasi altra cosa dimmelo senza esitare, da oggi questa è anche casa tua.» - disse tutto d'un fiato, facendomi scoppiare a ridere.

«Cosa dici?! Questa è una sistemazione del tutto provvisoria, e prometto che non sarò un peso, sul serio Meg, non so che dire per ringraziarti.» - giuro di non aver mai tentato di mostrare così tanta gratitudine a qualcuno, ci stavo provando con tutta me stessa, perchè ciò che Meggie stava facendo per me, era più che spettacolare.

Mi abbracciò per rispondere alle parole che le avevo appena detto. Ricambiai l'abbraccio e lei mi strinse a sè più forte di prima.

«Adesso è meglio porre fine a queste scene commoventi!» - si staccò da me e mi fece l'occhiolino.

«Hai ragione, è meglio che vada a fare una doccia. Posso?» - ridacchiai.

«Hmm, pensavo sarebbe stato più opportuno che non ti lavassi per il resto dei giorni che trascorrerai quì.» - rispose ironicamente.

La presi sul serio in un primo momento, ma dopo qualche secondo, scoppiammo entrambe a ridere e decisi di controllare il cellulare prima di fare una doccia veloce.

Trovai una mail sulla casella di posta elettronica, e incuriosita la aprii, nonostante fossi consapevole che avrebbe drasticamente rallentato la velocità del mio iPhone.

- VIENI ANCHE TU AL "SUMMER PARTY SCHOOL" STASERA ALLE 22:30, INGRESSO GRATUITO -

Sbuffai credendo di aver ricevuto una mail più interessante, destando curiosità per la mia reazione a Meg, che si trovava seduta sul letto accanto.

«Cos'era quella faccia?» - domandò incuriosita.

«Oh nulla di che, una banalissima festa alla quale sono stata invitata.» - risposi con voce calma e disinteressata.

«Cosaaa? Davvero?? A che ora?»

Constatai il luccichio presente nei suoi occhi dopo aver pronunciato la parola 'festa' e cominciai a ridere a crepapelle per l'evidente desiderio da parte di Meggie di partecipare a qualsiasi festa pur di rivedere il ragazzo che da un paio di mesi le aveva fatto perdere ogni forma di lucidità mentale: Niall Horan.

«Secondo te ci sarà anche lui? Vero Cris??» - cominciò a saltellare nel letto. Era impazzita.

«Ovvio che ci sarà, non ne perde una, lo sai.» - le risposi sorridendo.

Avrei fatto di tutto pur di ringraziarla e dimostrarle la mia gratitudine, anche andare ad una festa come quella che si presentava la più caotica dell'estate, essendo gratuita e aperta a tutti.

«Ti prego, Cristine, ti prego, andiamoci!» - mi stava quasi pregando e senza il bisogno che continuasse, le annuii prima di uscire dalla sua camera e dirigermi verso il bagno.

Sarei andata con lei a quella festa, sarebbe stata un'occasione in più per mettere fine ai miei dannati pensieri, e concentrarmi solo di su me, a divertirmi.

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