Capitolo 1 : La Migrazione (II)

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Quell'anno però l'estate giunse imprevista. Quel 21 Aprile del 2019 si attendeva, in realtà, il pieno della primavera: la brezza fresca primaverile nelle giornate di sole, le pioggerelle matte, il profumo avvolgente dei fiori di campo. E invece nel pieno della primavera scoppiò inesorabile un'estate tanto incredibile quanto anticipata. Quella "primavera" i fiori crescevano e inaridivano ancora prima di sbocciare e le piogge non vennero mai a bagnare i terreni; i fiumi straripanti, che prima costituivano seri pericoli, si prosciugarono prima del tempo. Inutile aggiungere un caldo insostenibile e l'aria irrespirabile ad una situazione già abbastanza grave.

Non ci volle molto tempo perché si scatenassero nuovamente le rivolte delle famiglie che da un giorno all'altro si videro mancare acqua potabile, viveri e delle case adeguate. D'un tratto sembrava che i progressi fatti in due anni fossero stati rasi al suolo in un sol colpo: il popolo era talmente accecato dalla fame e stanco della sofferenza che già aveva dimenticato la città lontana, quella che fino a quel momento aveva infuso in loro tanta speranza in una vita migliore. Manifestazioni di protesta e marce verso i palazzi del potere erano all'ordine del giorno. Non servirebbe a niente negare che ci furono morti, feriti; la furia era implacabile sebbene, tra questi, ci furono madri, bambini, ragazzi che avevano ancora tutta la vita davanti. In un certo qual senso fu un bene: meglio morti così, per una buona causa, piuttosto che di fame.

La situazione divenne a dir poco complicata tanto che nemmeno i più alti funzionari del governo potettero più far finta niente: fare subito qualcosa o lasciarsi andare nelle mani di un popolo esasperato. Le promesse non bastavano più. Come ogni tanto lo Stato faceva, si metteva all'opera e cercava di "ingannare" la mente delle persone con i suoi buoni propositi, con i piccoli miracoli del dio denaro.

La scadenza dei due anni, entro la quale la Città doveva essere completata, passarono magicamente molto più in fretta di quanto avessero mai fatto, davanti agli occhi di un popolo incredulo. Indubbiamente il popolo in rivolta aveva fatto bene la sua parte, si era fatto valere e aveva intimidito non poco le autorità cosicché, dopo tante lotte e perdite, aveva finalmente ottenuto ciò che da due anni e mezzo aveva tanto desiderato. La Cupola era pronta e non restava che vedere ciò che sarebbe venuto.

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