capitolo terzo

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Per bacco oh fatto cosi di fretta che mi sono dimenticata il cellulare a casa. Che stupida che sono e ora come faccio a trovarlo in mezzo a sta folla.

Decisi di salire sui gradini della statua in mezzo alla piazza cosi almeno avevamo un po di piu di prospettive di vederci.

Oh eccolo li che mi aspetta vicino a quel negozio.

Scendo e corro di fretta da lui ma purtroppo sbatto in qualcosa e cado a terra.

-Ei dove guardi?! - disse una voce maschile.

-Scusa e che facevo di fretta. - e poi l'oh visto era un ragazzo piu oh meno dei miei anni pero che paura che provai. Era altissimo e semvrava un tipo atletico vedendo le sue mani musculose. Aveva i capelli che passavano da marrone scuro e finivano con un biondo chiarissimo. I suoi occhi erano pieni di ira. E aveva cosi tanti piercing sulle orecchie e uno sul labro di sotto dalla parte sinistra. Era vestito con dei jeans neri tutti strappati e ai fianchi gli erano appese delle catene molto spesse e di sopra aveva una maglietta strappata a posti e anche le maniche non cerano ed era anche essa nera pero di un color nero invecchiato.

Mi trovavo per terra a bocca aperta.

Avevo paura.

Lui sembrava un tipo che nob te la lascia passare cosi con una scusa ed infatti...

-Andiamo alzati mocciosa.

Io mi alzai senza dire niente.

-Seggui mi. Ora!

E come per magia senza accorgermene il mio corpo si muovette e io andai con lui, senza neanche provare ad urlare o scappare oppure disobbedire.

Ma che cosa stavo faccendo.

-Andiamo... Sbrigati mocciosa.

-C-come scusa? Io sono Alice.

-E che me ne importa a me A-L-I-C-E.

Adesso pero lui si giro e mi strinse la mano come se sapeva che una volta lo shock iniziale scomparse ed io parlai mi avrebbe venuto lo scintillio ed avvrei provato ad indietreggiare e scappare di fretta.

-Andiamo!

A quel punto inizzio a camminare di nuovo trascinando mi ci dietro.

Oh no che stupida e tutta colpa mia e adesso Marcello mi stara aspettando e sara preoccupatissimo. Forse mi aveva chiamato gia cento volte.

......

Ormai era passata piu di mezz'ora e noi continuavamo a camminare, beh per lo meno lui camminava trascinando mi  e stritolandomi la mano con la sua presa, ed io strisciavo indiatreggiando dietro di lui.

Ad un punto si ferrmo ed io per la sorpresa fini col sbattare per la sua schiena.

-Aia che male la testa!

-Ma la smetti mocciosa! Siamo arrivati.

Lui prese delle chiavi da una tasca dei suoi jeans ed apri una porta buttandomi bruscamente all interno.

Io caddi per terra e strisciai da parte perche lui sembrava che non gliene frega se mi calpestasse.

Entrato dentro chiuse la porta a chiave.

-Mocciosa, benvenuta a casa.

-Heee. -cosa "benvenuta a casa", ma che sta dicendo.

-Di certo non pensavi che ti avvrei lasciata andare cosi!

-No ma questo?!

-Adesso sei mia. E mi faro di te quello che voglio! - e poi mi prese per il polso e mi trascino fino ad una poltrona nell altra stanza.

-Sta buona. Finche non torno.

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