6. Rabbia

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Kurata è poggiata alla porta di casa mia, ansima, ha il respiro corto e gli occhi sgranati. So cosa significa. So cose sta per succedere.

< Hayama...> scivola contro la mia porta di casa e si rannicchia. Cavolo. Mi volto verso Julie, che osserva interdetta la scena, non sa che fare ...lo vedo.

< Julie va via...> le intimo di andarsene...se non lo facesse si ritroverebbe ad assistere ad uno spettacolo terribile.

< ma io...noi..> sibila sempre più interdetta.

< Julie fa come ti dico, sta male e starà peggio tra qualche secondo...riprenderemo il discorso un altra volta> Annuisce e si dilegua tra le rampe di scale. La guardo andare via e con lei vedo svanire anche la possibilità di trascorre qualche ora di serenità. La mia mente si offusca...ma devo recuperare il controllo, devo curare Sana, devo dirle ancora una volta, che starà bene che le cose andranno per il verso giusto. La vedo li, ansimante, sperduta, non è lucida combatte contro i suoi demoni e sta per perdere la battaglia. Mi avvicino cautamente,ho paura e mi assale la rabbia...l'idea che si sia messa in auto e che abbia iniziato a correre quando mi ha visto andare via mi fa rabbia.

< Kurata calma, andrà tutto bene>. La prendo in braccio e apro la porta, mi fiondo in camera e la adagio sul mio letto. Piange e trema... È cosí dannatamente indifesa. Vorrei sapere chi le ha fatto questo, chi ha deciso che una donna cosí fantastica debba stare tanto male, vorrei prenderlo a pugni. Kurata non mi ha mai parlato di quello che le è successo. Non lo fa con nessuno. Sia io che Matsui e Sugita abbiamo provato ad estorcerle informazioni ma lei non si è mai aperta, abbiamo deciso di strale vicino comunque ma la curiosità a volte prende il sopravvento. Un giorno, all'insaputa di Sana, sono andato dalla madre per chiederle cosa fosse successo...ma non mi ha detto nulla, forse le cause del suo malessere sono oscure anche a lei.

< Aki...aiuto...aiutami... Non respiro> boccheggia, è sudata e continua a tremare. Apro la sua borsetta in cerca delle gocce, ma non le trovo....allora il panico assale anche me. Corro in cucina e le prendo dell'acqua, torno da lei e cerco di fargliela bere...mi guarda con i suoi occhioni imploranti, ha paura, forse pensa di non farcela. Ad un tratto ricordo che un pomeriggio di qualche anno fa, feci delle ricerche riguardanti gli attacchi di panico e mi torna alla mente che un forte abbraccio può essere uno dei modi per fermare l'orrore di quel momento. Mi siedo accanto a lei e l'abbraccio forte....sento il suo corpicino tremare, non risponde al mio abbraccio, ma piano piano si adagia al mio petto e rilassa i muscoli. Capisco che sta funzionando quando i suoi singhiozzi diventando leggeri e il suo respiro torna ad essere regolare. Dopo venti minuti, ascolto il suo respiro ed è pesante, segno che si è addormentata....non voglio mollare la presa, voglio tenerla tra le mie braccia, cosí mi metto in posizione supina e faccio in modo che lei si senta comoda sul mio petto...stremato da tutte queste emozioni cado in un sonno profondo.

< Hayama...> è un sussurro ma lo ignoro perché voglio dormire.

< Aki...> ancora un altro sussurro, qualcuno che chiama il mio nome....piano piano riacquisto la lucidità e ricordo di essermi addormentato con Kurata tra le braccia...metto in funzione le sinapsi e piano muovo le mani e mi rendo conto che lei è qui, ancora sul mio petto.

< Kurata...> apro gli occhi e vedo il suo viso; ha le mani messe l'una sull'altra e il mento poggiato su di esse. Mi fissa con i suoi occhioni color nocciola e io mi perdo nel suo sguardo.

< grazie Aki.> sorride e io non riesco a muovere un muscolo, adoro questa posizione e questa sensazione...i nostri corpi cosí vicini, i nostri respiri che si fondono insieme.

< Sana... È arrivato il momento> pronuncio queste parole sottovoce, ma in modo categorico.

< che momento?> chiede con una espressione interrogativa. Mi duole farlo, ma mi alzo e mi metto a sedere scostandola da me.

< Perchè soffri cosí ? Quale pensiero ti provoca questa sofferenza? E soprattutto perché stai con quello? È il momento di darmi spiegazioni> l' ho detto. Non credo alle mie fottutissime orecchie, le ho chiesto davvero queste cose e ho paura....paura di conoscere la verità, paura di arrivare ad un punto di non ritorno.

< Hayama....io non posso. Non posso dirti quello che vuoi sapere>. Si mette sulle ginocchia e mi bacia la fronte. Per quanto adori il fatto di essere coccolato da lei ( o santo dio che femminuccia) Devo avere delle risposte.

< parla Kurata. Sono stufo di stare qui, all'oscuro di tutto.> quasi urlo.

< Calmati Akito.> adesso il suo sguardo è duro, è finita la dolcezza che vi leggevo dentro fino a qualche seconda fa.

< Dan non fa domande, Dan non vuole nulla da me se non ....> Oh Cazzo. Ho paura non voglio sapere cosa sta per dire, lo so ma non voglio sentirlo.

< tu...ci vai a letto? > chiedo scoraggiato e vulnerabile.

< si. > si, due lettere, insignificanti da sole, ma messe insieme in questo momento determinano la mia rovina.

< va via> digrigno i denti, non vorrei mandarla via, ma non sopporto la sua presenza dopo quello che ho sentito.

< Tu non sei il mio ragazzo, non puoi parlarmi cosí...dovresti essere felice per me!!!> urla e vedo i suoi occhi riempirsi di lacrime. Siamo sul mio letto,l'una di fronte all'altro e ci stiamo facendo male, la nostra è una guerra che non vedrà vincitori ma solo vinti.

io posso e devo. Tu ti presenti nel cuore della notte a casa mia piangi, stai male ti disperi e non vuoi dirmi perché. Pretendi che mi prenda cura di te, ma non mi lasci entrare nel tuo mondo. Non puoi solo pretendere. Vai a letto con un coglione che magari ti tradisce, che ti tratta da stupida e ti molla quando inizi a star male. Sono io quello che raccoglie il tuo dolore, sono io quello che andrebbe in cima al mondo per te!> urlo, sono stravolto...non ho mai parlato tanto in vita mia, ho gli occhi infuocati e le mani mi tremano.

... Hayama tu cosa provi per me?> merda.

< adesso rabbia, una fottutissima rabbia.> mi sembra la risposta adeguata. Non é cosí che volevo confessarle il mio amore.

< bene, benissimo. Visto che ti rifiuti di capire io vado via e non ti cercheró più, tranquillo non dovrai più venire in mio soccorso, hai smesso di prenderti cura di me!> si alza di tutta fretta, raccoglie le sue cose corre via e sbatte la porta alle sue spalle.

Vuoto. Le pareti in torno a me iniziano a stringersi, non ho più aria nei polmoni.....sto soffocando. Kurata se ne è andata. Dieci minuti fa era tra le mie braccia e ora non ci tornerà mai più. Mi alzo e prendo a pungi tutto ciò che mi si parà davanti, potrei uccidere in questo momento.

Akito basta!!!!> non ci vedo più, ogni cosa è sfocata in torno a me, sento qualcuno tenermi le braccia ma lo scosto via in malo modo. Sento qualcun altro piangere, é una donna ma non so chi sia, non sono lucido. Entro in salotto e scaravento contro la parete una cornice contenente una foto mia e di Kurata. Sto male. Mi riporta alla realtà un pugno allo stomaco. É Gomi e con lui c'è la bionda. Continua ad urlare di calmarmi e mi tiene per le braccia mentre la bionda piange.

va via Susy.> le intima Gomi sopraffatto dalla rabbia, la ragazza corre via a gambe levate.

Che Cazzo ti prende??> urla Gomi tenendomi le spalle.e tenendo il suo sguardo fisso nel mio, troppo stralunato.

< Avanti parla che è successo?> sono sotto shock, non riesco a parlare.

< Kurata...è andata via> mi accascio sul pavimento e lascio che Gomi, si Gomi, mi stringa le spalle questa volta in modo affettuoso , quasi come se fosse un abbraccio. Noi non ci abbracciamo, ma adesso ho bisogno di lui.

Qualche minuto dopo si alza dal pavimento del salone e corre in cucina, torna da me con una bottiglia di Vodka e restiamo seduti sul pavimento a perderci tra i fumi dell'alcol. Restiamo li per tutta la notte fin quando sbronzi cadiamo addormentati

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Angolo

Heyy guys!

Scusate tanto il ditardo ma c' é stato un guasto a casa mia e il wi-fi ha deciso di andare a quel paese!

Spero comunque che il capitolo vi piaccia e ci vediamo venerdí prossimo!

Ricordo nuovamente che la storia é di "anaiv" una scrittrice di efp

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