Canzone per il capitolo: Rossetto e cioccolato- Ornella Vanoni

                                                                                        Alla dolcezza di Liam

 

LIAM POV

Me la trascino al piano superiore con una scusa. Tende i muscoli del braccio quando la mia mano la tira con energia attraverso il corridoio lungo. Il rumore dei suoi tacchi che battono sul parquet si fa più accentuato man mano che le voci si attenuano. Apro lentamente la porta della stanza degli ospiti facendola cigolare. Le faccio segno di entrare e poi la seguo, chiudendo fuori l’unico spiraglio di luce.

“Così mi fai paura, Liam” la sento sorridere nel buio. Fuori ha iniziato a piovere. Dentro di me sento crescere il desiderio di rimanere sotto le coperte, insieme a lei. Fa aderire la mia schiena alla porta, spingendo la sua pancia contro la mia.

“Sei tu che mi fai paura” avvicino le labbra alle sue prendendo quello inferiore tra i denti. Lo tiro leggermente, rilasciandolo con un rumore secco. “Ti ho già detto che sei bellissima stasera?”

“Mmh no, non mi pare” si stacca momentaneamente da me, avvicinando poi il viso al mio per riempire il mio castano con il suo quasi nero, sogghignando.

“Sei bellissima”

“Scusa?” tende l’orecchio in modo teatrale. Ridacchio.

“Sei bellissima” ripeto, con più convinzione.

“Dio, Liam. Hai la voce così bassa” sbuffa falsamente. Nel buio della stanza riesco a vederla mentre arriccia il naso. Urla quando la sollevo e la faccio girare stretta tra le mie braccia. La piega del vestito leggero che indossa si apre vaporosamente quando l’aria vi passa attraverso. Alza le gambe quando il mio movimento diventa più veloce. “Mi stai facendo girare lo stomaco” tossisce.

“Ti va di ballare con me?” le faccio toccare terra, ma subito perde l’equilibrio. Mi affretto a portarle una mano dietro la schiena quando si piega in due ridendo.

“Non so ballare, mi dispiace Liam” tossisce ancora riacquistando la posizione verticale.

“Un motivo in più per affidarti a me” sorrido, avviando una ricerca negli album sul mio cellulare. Quando trovo quella giusta, alzo il volume e lascio il telefono sul comodino mentre la musica invade la stanza. “Togli le scarpe” le prendo una mano mentre con l’altra provvede a sfilarle. “Bene” sussurro, “ora vieni qui” circondo il suo bacino con il braccio e l’attiro a me, sollevandola appena.

Ride tutto il tempo mentre goffamente la faccio muovere, spostando con fatica i piedi che sorreggono il suo peso.

“Liam?” attira la mia attenzione focalizzata sulle sue labbra dischiuse; il calore sprigionato dal suo corpo mi fa sentire improvvisamente caldo. Mugolo in risposta. “Come ci vedi insieme?”

“In che senso?” continuiamo a volteggiare; ormai è inerzia.

“Cioè, se guardassi in un futuro” dice incerta. “Se guardassi in avanti, come ci vedresti insieme?”

“Perché mi fai questa domanda?” chiedo.

“Tu perché non mi rispondi?” mi fermo subito. Dopo qualche secondo, distoglie lo sguardo. Lo riprendo facendola girare nuovamente. “E’ soltanto curiosità” alza le spalle.

“Io ci vedrei bene” sorrido, riprendendo a muovermi con lei.  Annuisce. Scatta un’altra traccia musicale e lei poggia la testa sul mio petto. La stringo più forte. “Vuoi che sia una cosa seria?” riprendo a parlare dopo quella che sembra un’eternità. Sento la gola secca.

“Che cosa?” alza immediatamente lo sguardo.

“I nostri flirt, vuoi che diventino una cosa seria?”

“Non lo erano?” scuoto la testa. Mima un “oh” con la bocca, non emettendo alcun suono.

“Dispiaciuta?”

“No”. Orgogliosa.

“Ti aspettavi che lo fossero?”

“No”. Bugiarda.

“Vuoi che lo diventino?” richiedo, sorridendo appena.

“No” risponde secca.

“Indiana?” il suo nome viene fuori sotto forma di risatina. “Ti sei innamorata?” scende dai miei piedi e si avvia alla finestra, dandomi le spalle. “Ti sei innamorata di me?” questa volta decido di essere serio. Abbasso di poco il volume.

“Certo che no” sbuffa. Sussulta quando le mie dita toccano i suoi capelli. Li sposto di lato e le solletico il collo, portando sulla sua pelle dell’argento freddo. Faccio scattare la chiusura e volto il suo corpo nella mia direzione.

“Cos è?” tocca la catenella, arrivando al ciondolo. “E’ una L di Liam?” il suo tono emozionato mi fa sorridere teneramente.

“O di amore, dipende da come lo intendi” l’abbraccio, baciandole la tempia.

“E questo cosa sarebbe?”

“Una promessa?” azzardo.

“Una promessa?” mi fa l’eco. Annuisco.

“Suvvia, ti sembro tipo da un flirt e via?” le do una pacca sul sedere, avvicinandola di nuovo. “E’ da quando l’ho vista in vetrina che desideravo regalarla a te” le accarezzo la guancia.

“Grazie” si alza sulle punte dei piedi e mi bacia. “Mi piace da morire” la tocca di nuovo, stringendo la mia iniziale nel suo piccolo pugno. “Anche io ho un regalo per te” la luna illumina il suo viso troppo allegro, “amore” aggiunge, con fare ammiccante.

“Aspetta” si ferma. “Questo letto è di Harry?” lo indica.

“No, Harry ha la stanza chiusa a chiave”

“Sul serio?” si acciglia. “Tipo strano pure lui” prende un labbro tra i denti e continua a tirarmi verso il letto. “Si degnerà di bussare?” infila le dita sotto la felpa, facendomi il solletico.

“E’ andato ad accompagnare Alice a casa, quindi dubito che ritorni presto” ridacchio. “Al massimo ci troverà a dormire” le schiocco un bacio. Sento il bottone del jeans essere rilasciato accompagnato da un rumore metallico e la cintura che viene abbassata,  rendendomi meno costipato.

“Chi ti ha detto che voglio dormire” cade indietro sul letto, portandomi con lei.

Chi l’avrebbe mai detto che ci sarebbe stata magia tra due caratteri così opposti. 

Love Actually (#Wattys2015) // N.H.Leggi questa storia gratuitamente!