Feci un’altra risata. “Se qualcuno deve essere frustrante, quello sei tu!” Puntai un dito verso di lui. “Dio, sei per caso ignaro delle cose che fai?”

“Cosa faccio?” Mi guardò come per dire vai-avanti-e-dimmi-tutto.

“Beh, per iniziare, sei bipolare.” Alzai il mio indice.

“Come cazzo faccio ad essere bipolare?” Grugnii.

Lo indicai. “Ecco come. Arrabbiandoti per nulla.” Feci un respiro sforzato. “Numero due.” Alzai il dito medio.

“Come faccio a non arrabbiarmi quando mi accusi di cose che non sono vere?” Sbottò.

“Negazione.” Mi voltai guardandolo. “Primo segnale dell’essere bipolare.” Feci una cantilena.

“Quella è per la tossicodipendenza, genio.” Lorenzo serrò le labbra in una linea stretta, i suoi occhi divennero più cupi e a quel punto non mi fregava di niente.

“Come se tu non facessi uso di droghe ..” Sospirai.

“In entrambi i casi … piccolo,” Usai la sua stessa parola riferendomi a lui,

“Conta ancora per te.” Feci una smorfia prima di alzare gli occhi al cielo e distogliere lo sguardo.

“Cosa ti avevo detto a proposito?” Sibilò.

Mi voltai per guardarlo. “A cosa ti riferisci?” Chiesi infastidita.

“Sul fatto di alzare gli occhi al cielo come una zoccoletta.” Schernì avvicinandosi sempre di più.

Scossi le spalle. “Non sei mio padre. Non puoi dirmi cosa devo o non devo fare.” Alzai gli occhi al cielo di proposito.

Mi fisso apertamente, il suo naso si dilatò mentre il suo petto si sollevava e abbassava dalla rabbia.

Prima che ebbi l’occasione di realizzare cosa stesse succedendo,Lorenzo mi afferrò dalla parte superiore del mio braccio,

spingendomi contro la parte di camera mia e in un secondo la sua faccia era pericolosamente vicina alla mia.

“Che stai facendo?” Sussurrai, scioccata e sorpresa dal modo feroce in cui mi aveva afferrato.

“Ti insegno una lezione.” Rispose monotonamente.

Tenni la bocca chiusa, chiedendomi cosa avrebbe fatto. Non poteva farmi del male, giusto?

Abbassai lo sguardo, facendolo scorrere per tutto il suo corpo fino a quando un bagliore catturò la mia attenzione. “Oh Dio, stai sanguinando di nuovo.”

Allentò la stretta abbassando lo sguardo. “Merda,” Sussurrò.

“Lasciami prendere il kit di pronto soccorso, tu siediti sul letto.”

Mi liberai dalla sua stretta e camminai verso il bagno.

Afferrando il kit e un asciugamano, ritornai in camera dove trovai -con mia sorpresa- Lorenzo seduto sul letto.

“Wow, mi hai seriamente ascoltato.” Dissi inginocchiandomi accanto a letto.

“Non iniziare,” Sussurrò.

Mi morsi la lingua, afferrando le salviette dalla cassetta e pulendo tutto il sangue con l’asciugamano che avevo usato pochi minuti prima.

“Puoi farmi un sandwich?” La voce di Lorenzo mi riportò sul pianeta terra facendomi abbandonare il mio viaggio nei ricordi di pochi minuti prima.

Danger {Crookids}Leggi questa storia gratuitamente!