29.

4.9K 193 13

Scusate l'assenza ma in questi giorni ho pensato se creare o meno il secondo libro.

Ho deciso che questo sarà uno degli ultimissimi capitoli del primo libro. Prenderò una pausa e poi,forse, comincerò il secondo libro. Se non lo farò, vi avviseró.

Grazie comunque per aver seguito questa storia. È stata la prima che ho scritta quindi ci sarebbero un miliardo di cose da sistemare. Spero di migliorare col tempo.

Buona lettura.

Pov's Justin.

Bevvi una bottiglia di whiskey prima di recarmi da Jack, dove lavorava..Jasmine. Tutto quanto mi ricordava di lei, ogni singola cosa.

"Se sei già sbronzo, perché vieni qui?" Disse lui ridendo

"Hai ragione, non lo so." Mi sbatteva la testa.

"La tua amichetta?" Chiese e avrei voluto tirargli un pugno in bocca.

"Non c'è." Ringhiai e Jack alzò gli occhi al cielo.

Mi alzai dallo sgabello e mi diressi al tavolo di una ragazza mora.

"Ciao, sono Julia." Mi sorrise, la sua voce era squillante ed odiosa.

"Justin." Mi presentai e finii il suo drink con la cannuccia macchiata del suo rossetto rosso. Mi appoggiò una mano sulla guancia e mi baciò.

Mi allontanai e le presi la mano, la portai in auto e continuai a baciarla mentre si sistemava sulle mie gambe.

Le sbottonai la camicia e quando la guardai in faccia ebbi un'allucinazione:  non vedevo Julia, vedevo il viso dolce della mia Jasmine. Questo, sfortunatamente, mi portò a baciarla ancora e mi sfilai la maglietta.

Creò cerchi immaginari sul mio petto e la fermai afferandole il polso.

Aprii lo sportello e la scacciai imprecando.

Appoggiai la faccia sul volante e singhiozzai per chissà quanto tempo.

Quando mi svegliai, mi guardai allo specchietto e vidi un'altra persona.

Misi in moto e girai la città  superando il limite di velocità.

Pov's Jasmine

Tornai al cimitero e mi sfogai con Dean, parlando da sola per qualche ora.

Digitai il numero per un taxi e mi rispose Justin. Justin?

"Jasmine? Sei tu?" Chiese, la voce si spezzò alla fine.

Controllai lo schermo e notai di aver sbagliato numero.

"Scusa.. io.. ho sbagliato n-numero." Lasciai scivolare qualche lacrima.

"Stai bene? Dove sei?" Chiese frenetico.

"Mh.. sì, più o meno." Mi limitai a dire e attaccai.

Presi la mia valigia e girai per il centro della città. Migliaia di ricordi mi inondarono la mente e abbassai lo sguardo continuando a ricordare quei momenti.

Andai a sbattere contro qualcosa,anzi qualcuno.

"Oh,ehm.. scusa." Alzai il viso e vidi un paio di occhi verdi e agghiaccianti.

"Harry." Mi porse la mano e gli strinsi  quella libera.

"Jasmine." Sorrisi appena.

"Vuoi prendere un caffè? Sembri molto stanca." Propose.

"Oh, o-okay." Accettai e lo seguii verso il bar più vicino.

"Quanti anni hai?" Chiese dopo aver ingoiato un pasticcino.

"Diciannove,tu?" Spostai il ciuffo dietro l'orecchio.

"Ventuno. Vai a scuola?" Chiese,perché tutte queste domande?

"No, tu?" Domandai.

"Sì, ma tu.. fai ancora in tempo a decidere se andarci." Sorrise, il suo sorriso bianco è mozzafiato.

"Sì, be' credo che quando andró  a New York, mi iscriveró." Sorseggiai il caffè.

"Sei di New York? Che coincidenza! Io vado a scuola lì." Mi informò

"No,sono nata qui." Sospirai e continuai "Mi troveresti una casa lì? Non mi fido di internet." Chiesi  cortesemente.

"Dio, credo che potremmo condividere il mio appartamento. Non riesco a pagare tutte le spese e potremmo aiutarci a vicenda. Cosa dici?" Propose.

"Ehm.." abbassai lo sguardo.

"Be', fammi sapere. Questo il mio numero." Lo scrisse sul tovagliolo di carta. "Quando decidi, chiamami."

Quando mi voltai vidi Justin. Oh,no.

"Complimenti, mi rimpiazzi già." Mi insultó. Presi il numero prima che potesse prenderlo.

"Fanculo, vedo che anche tu l'hai già fatto!" Indicai la macchia di rossetto rosso sulla sua maglia,cercando di non piangere.

'Darò una svolta alla mia vita' pensai, presi la valigia e andai via.

"Pronto?" Rispose dopo qualche squillo.

"Ciao, Harry." Mi fermai e aggiunsi "Accetto la tua proposta. Dammi il tuo indirizzo così domani sera verrò da te."

"Non ce n'è bisogno. Ti vengo a prendere io all'aeroporto." Disse

"Okay. A domani, allora." Lo salutai e presi un taxi.

N/A

Spero vi piaccia, al prossimo capitolo.

Ps: scusate eventuali errori.

Bad Boy | Justin BieberLeggi questa storia gratuitamente!