Era lunedì. Il lunedì dopo la festa. Mi accorsi che era passata una sola settimana da quando ero tornata in America e che avevo iniziato a studiare alla South.
Una settimana che conoscevo Maya, Travis, Aiden. Una settimana che ero lì.

Oltrepassai il cancello della South con il vento che accarezzava le mie caviglie, a causa del vestito a fiori lungo fino le ginocchia. Strinsi di più il cardigan rosa, pentendomi di non aver messo qualcos'altro addosso.

L'autunno era ormai arrivato, lo riconoscevo dall'aria che era cambiata, più fredda; dalle foglie rosse e arancioni che cadevano dolcemente dagli alberi e dal profumo di castagne che si sentiva in quei chioschi fuori dai bar o dai negozi. Mi piaceva l'autunno, peccato solo per la pioggia fastidiosa.

Mi guardai intorno, cercando qualcuno con cui avrei potuto passare la mattinata, ma non trovai nessuno che conoscessi. Più giù, Travis stava fumando una sigaretta con Luke. I nostri occhi si incrociarono, ma io non mi fermai a fissarli. Distolsi subito lo sguardo facendo finta di niente. Vidi un auto grigia parcheggiare nel parcheggio della scuola. Era arrivata Maya, per fortuna. La vidi scendere dall'auto di Aiden, lui era al suo fianco. Quando arrivarono da me si scambiarono un bacio a fior di labbra e poi lui andò dai suoi amici.

"Bonjour fuggitiva" mi salutò.

Sorrisi. "Ehy."

"Allora? Fammi sentire questa grande punizione" disse. Iniziammo ad incamminarci verso l'entrata.

"Nessuna punizione" replicai "i miei non mi hanno beccata. Quando mi hai lasciato l'altra sera, sono salita in camera mia usando la scala, ma non preoccuparti, l'ho fatto senza tacchi. La mattina dopo ho messo la sveglia alle sei, non uccidermi per questo, ma almeno ho avuto il tempo di togliere la scala con calma, farmi una bella doccia per mandare via l'eventuale puzza di alcol, ti ho lavato il vestito a mano perché con la lavatrice avrei fatto un casino e poi l'ho messo ad asciugare fuori il balcone della mia stanza."
Gli passai una busta bianca di un vecchio negozio. "Qui dentro ci sono le scarpe e il vestito."

"Merci" mi ringraziò in francese, cosa che non capii. "Spero comunque che la festa ti sia piaciuta."

"Si, pensavo peggio" affermai.

"Ora devo andare in classe, ho il compito di francese! Venerdì l'abbiamo fatta incazzare abbastanza, perciò ci ha fissato il compito sulle cose dell'anno scorso. Quindi, au-revoir" disse.

"Sai vero che non ci saranno solo i modi di salutare nel compito?" le feci notare.

Fece spallucce. "Ho cambiato idea, tu adesso hai matematica, la tua aula è a due dalla mia, quindi possiamo andare insieme ma sbrighiamoci, preferisco arrivare prima durante i compiti per non finire al primo banco."

"Va bene, devo solo passare a prendere un libro nel mio armadietto" dissi.

Annuì  e girammo verso l'altro corridoio, dove erano sistemati tutti gli armadietti. Il mio era il 198.

"Quello accanto al tuo è l'armadietto di Jenna White" disse.

"Non l'ho mai vista questa Jenna" ammisi.

"È la sorella di Aiden, siamo molto amiche" spiegò brevemente.

"Travis mi ha raccontato di lei e mio fratello."

"Tuo fratello non è l'essere più gentile di questo mondo."

"Pensa che io ci vivo con lui" borbottai.  Aprii l'armadietto e presi il libro di matematica insieme a quello di letteratura, la materia successiva. Chiusi di nuovo e mi voltai verso Maya.

"Gallinelle in arrivo" sussurrò, indicando un gruppo di ragazze. A capitanarle, la ragazza con i capelli castani che in mensa mi guardava male. Si fermarono proprio davanti a noi, lei e altre due ragazze dai capelli tinti. Quelli della ragazza, invece, erano naturali e così lisci che pensai si passasse la piastra ogni mattina. I suoi occhi blu elettrico brillavano.

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