Prologo: PUNTO E A CAPO

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ROMA
15 Dicembre 2020
Corro come una pazza per le strade bagnate di Roma. Mi allontano da lui che non è mai in grado di rendermi davvero felice. È sempre così tra di noi. Ad ogni gioia segue una batosta sempre più devastante della precedente. Corro veloce come il vento cercando di non scivolare sul cemento bagnato e dentro di me rimbombano le sue parole. Poche parole che in pochi secondi hanno ridotto in brandelli la mia felicità. Scappo ancora da lui e dal futuro che potevamo avere, ma che non avremo mai mentre nella mente vedo unicamente i suoi occhi freddi e vacui. Con la mano destra mi accarezzo il ventre, mentre con la sinistra stringo la tracolla della mia borsetta e continuo la mia corsa. Non sento niente e non distinguo nulla finché il mio corpo non urta qualcosa e compie un vero e proprio volo. Il dolore mi investe a partire dal fianco sinistro e il sangue mi circonda completamente. Non riesco più a rimanere cosciente e mi abbandono all'oblio mentre il mio cervello proietta ancora il suo sorriso storto e i suoi occhi azzurro ghiaccio già ubriachi anche se sono appena le 7:00 di pomeriggio.

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