White lips, pale face
Breathing in snowflakes
Burnt lungs, sour taste
Light's gone, day's end
Struggling to pay rent
Long nights, strange men

Anche stasera il cielo è grigio, mi sono vestita e truccata più del solito per andare alla festa di Zayn di cui, in realtà, non m'importa nulla, e sto aspettando che Harry si faccia vivo. Fumo una sigaretta sul davanzale del corridoio aperto fuori casa, il rossetto bordeaux lascia i segni delle increspature delle mie labbra sul filtro color caramello e i miei occhi vagano per tutto il parcheggio fino a raggiungere il cielo cupo e buio.
Espiro e ho un brivido di freddo, stretta nei miei collant neri. Cerco di abbassarmi la gonna del vestito che indosso e mi mordicchio l'interno del labbro inferiore, in ansia. Ho mangiato qualcosa perché le ragazze volevano cenare presto e sono passati quindici minuti da quando Harry mi ha detto che stava uscendo di casa, quindi dovrebbe arrivare a momenti.
La porta d'ingresso del mio appartamento si apre e sento le voci delle altre, quindi mi volto, illuminata dalla forte luce gialla del piccolo corridoio. Sulla soglia c'è Cara, una mano sul fianco, apre la bocca per parlarmi ma Amanda le dice qualcosa che non capisco bene e lei si volta verso la cucina urlando "Ma non dire stronzate!". A questo punto si rivolge di nuovo a me. "Abbiamo bisogno del tuo aiuto"
Rientro in casa aggrottando le sopracciglia e buttando la sigaretta di sotto, il rumore delle mie scarpe indica la mia posizione.
In cucina ci sono Amanda e Deb in piedi e Ruth seduta che le fissa entrambe, concentrata. Mi lancia uno sguardo quasi supplichevole e io non so proprio cosa stia succedendo.
"Non è una scelta vostra" sta dicendo Amanda.
"Ma comunque abbiamo diritto ad esprimere una nostra opinione!" replica Deb rossa in viso.
"Qualcuno mi spiega? Perché state urlando?" chiedo io, sinceramente confusa.
Cara mi raggiunge, anche se in realtà non ha mai abbandonato la mia ombra, ed è lei a spiegarmi tutto quanto.
"Ho trovato un giornale di case nella borsa di Amanda. Vuole trasferirsi"
Rivolgo i miei occhi alla diretta interessata e incrocio le braccia in petto.
"Fai sul serio?" sbotto. "È per il bambino?"
Lei allarga le braccia e alza gli occhi al cielo. "È per me"
"Per te?" le fa eco Cara.
"E anche per voi"
"Ti abbiamo chiesto di andare via? Ti abbiamo sbattuta fuori quando abbiamo saputo della gravidanza?" le chiedo.
"Esatto!" scatta Deb indicandomi. "Dio ti ringrazio per averci donato Mila Bynes!"
Ruth ride di gusto mentre Amanda guarda altrove.
"Ascolta," faccio, cercando di prendere in mano la situazione. "è chiaro che tu possa fare ciò che vuoi della tua vita, come è chiaro che solo tu sai se tenere il bambino o meno. Noi non possiamo costringerti a prendere nessuna decisione, ma possiamo dirti i pro e i contro. I pro: nuova casa, non avresti più questo buco di cucina, magari trovi qualcosa più in centro, una casa più grande in cui mettere anche il bambino"
"Niente odore di cuscus nelle scale" aggiunge Deb.
"Niente lavatrici che si rompono circa ogni mese" fa Cara.
"Niente autobus che passano ogni morte di Papa" e questa è Ruth.
"Grazie ragazze. I contro: non avresti noi. Non sapresti chi trovi, se la zona è buona, se vicino c'è uno Starbucks o un parco dove andare a correre la Domenica, non conosceresti i turni dei nuovi coinquilini, i proprietari dell'appartamento, forse non parleresti nemmeno la stessa lingua della tua compagna di stanza"
"E io non ti rivolgerei più la parola solo per avere una nuova compagna di camera" precisa Cara.
"Gli inizi sono belli se sai dove vai a parare" concludo.
Amanda incrocia le lunghe braccia al petto e guarda in basso. Il giornale delle case in affitto è sul tavolo di fronte a Ruth, che lo guarda quasi assente, mentre le mie parole continuano a rimbombare tra i muri. Amanda sembra assaporarle e studiarle a lungo, mentre Deb si preoccupa di tenerla d'occhio, come solo lei saprebbe fare. Si preoccupa anche se non lo ammette o non lo dice apertamente. Si preoccupa perché non saprebbe come aiutarla a distanza, anche se Amanda non si rende conto dell'aiuto e degli sforzi che Deb compie nei suoi confronti.
"Oppure possiamo trasferirci tutte insieme" butto lì, un po' in un sussurro, un po' in un sospiro, un po' pensando a voce alta, azzardando.
È Deb la prima che mi guarda, distende la fronte come se avessi detto la cosa più giusta ed ispiratrice di sempre. Dopo di lei Ruth solleva il viso dal giornale, portando i suoi occhi sulla mia persona. Non riesco a vedere Cara, ma lo sguardo di Amanda è sorpreso e quasi illuminato. Scrollo le spalle.
"Potremmo" Deb annuisce. "cambiare casa. Trovarne una un po' più grande anche per il bambino"
Amanda tira su col naso e scuote leggermente la testa, gli occhi lucidi.
"Ma questo è il mio bambino" ci spiega. "Non è vostro. È mio. Non dovete prendervi voi le mie responsabilità"
"Ma tu sei la mia migliore amica" ribatte Cara calma.
"Sei la nostra coinquilina" aggiungo io.
Amanda sembra non trattenersi più e scoppia in singhiozzi che fanno vacillare perfino Deb, che lancia uno sguardo d'aiuto a Ruth, quest'ultima già con gli occhi umidi.
Cara corre verso la sua migliore amica e la stringe in un caldo abbraccio. Successivamente anche Deb si unisce a loro, e poi ci va anche Ruth. Io resto immobile, gli occhi di Amanda mi trovano ma il mio cellulare squilla prima che possa indicarmi di unirmi al loro abbraccio, salvandomi dall'imbarazzo che proverei stretta tra i loro corpi.
"È Harry" dico sollevata. "Non piangete tutte le vostre lacrime mentre sono via"
C'è una risata di gruppo, acciuffo la mia borsa e sto per uscire, quando Amanda mi afferra per le spalle e mi fa voltare con forza. Prima che possa capire cosa stia succedendo mi abbraccia e non posso sfuggire alla sua morsa, al suo corpo caldo e grande che mi sovrasta. Resto immobile con le braccia a metà, poi mi costringo ad accarezzarle la schiena, sentendola tirare su col naso contro il mio orecchio.
"Questo rossetto ti sta benissimo" commenta piano.
Alzo gli occhi al cielo e "Vai a cagare" le dico prima di uscire.
Harry è di sotto ed è in macchina, come avevo sperato. Quando apro lo sportello vedo che ha tirato i capelli all'indietro, lasciando il viso scoperto, indossa una grossa sciarpa nera attorno al collo ed un maglione blu elettrico. Mi guarda sorridendo.
"Avrei dovuto mettere lo smoking?" ironizza.
"Niente musica oggi?" gli chiedo notando la radio spenta. In risposta lui la accende e, come pensavo, c'è una canzone che non conosco.
"No, sono serio. Mi sono perso il tema elegante della serata?"
Mi osservo le gambe coperte dai collant e il vestito che si vede dal cappotto aperto.
"Dici che è troppo?"
Ingrana la marcia e mi lancia un'altra occhiata.
"Dico che se non resti a dormire da me stanotte ne rimarrò molto deluso"
"Ma non ho il cambio"
Lui sorride. "Non ne avrai bisogno"
Mi faccio piccola piccola nel sedile senza riuscire a trattenere un sorriso divertito dalla sua sfacciataggine.
Harry conosce a memoria la strada fino a casa di Zayn, che si rivela essere un appartamento molto simile al mio, in un grosso e largo palazzo con le scale interne e i corridoi esterni. Non è difficile capire quale sia la casa di Zayn perché si vede un certo movimento dalla finestra che dà al piazzale del parcheggio.
Quando scendo dalla macchina di Harry e mi avvicino al cancello anche se non so in quale campanello suonare, nella totale convinzione di avere Harry affianco, mi sento afferrata per i fianchi e lui mi stringe da dietro, suscitandomi una risata naturale.
"Vieni qui" sussurra facendomi voltare ed intrappolandomi in un bacio che mi lascia senza fiato. Incastra le dita delle sue mani tra le mie, i suoi anelli che cozzano coi miei e la sua bocca che sorride mentre tocca la mia.
"Avevo il rossetto" dico in un sospiro accorgendomi che le sue labbra si sono macchiate. Se le morde entrambe con forza e socchiude gli occhi.
"Almeno tutti sapranno chi è stato il colpevole"
Mi piace quando Harry ha queste idee un po' bizzarre ed insolite, prende in mano la situazione e mi lascio trascinare da lui. Anche adesso che saliamo le scale perché a quanto pare non c'era bisogno di suonare dato che il portone è rotto, mi tiene per mano e saluta Zayn che parla con Liam, fermi di fronte alla finestra della cucina.
"Iniziavo a preoccuparmi!" esclama il padrone di casa facendoci entrare. Devo ricredermi perché sebbene questa casa abbia quasi le stesse dimensioni della mia, non è assolutamente paragonabile. Le pareti del soggiorno sono disegnate con graffiti vari fatti con la bomboletta su pannelli bianchi appuntati poi contro la parete. C'è un divano bordeaux con un rivestimento floreale che mi ricorda i mobili antichi di casa di mia nonna paterna ed un tavolino in legno chiaro su cui sono poggiati almeno una ventina di bicchieri di plastica vuoti.
La musica è alta e potevo sentirla già da fuori, fa più caldo e Liam si offre di mettere i nostri cappotti nella stanza di Zayn, dove è sicuro che nessuno salirà.
"Harry e Mila!" la voce di Niall ci arriva forte e chiara, nella stessa mano tiene il collo di una bottiglia di birra tedesca ed una canna, l'odore è forte e riempie tutte le stanze. Harry lo abbraccia rapidamente, mentre io sono stretta in una morsa più duratura. "È così bello vedervi, ragazzi! Venite, bevete qualcosa!"
Nel grande tavolo a cui Niall sembra fare da guardia ci sono diverse bottiglie di birra e svariati alcolici con succhi di frutta. Scelgo del rum e ci aggiungo della Coca Cola, mentre Harry si stappa una birra e la beve direttamente dalla bottiglia. Mi poggio al tavolo quando mi giro, c'è della musica hip hop ma il mio mondo si ferma un po' quando scorgo Louis ed Oli nel divano opposto a me, seduti vicini, la mano destra di lui che poggia sulle gambe coperte di lei e le loro bocche unite in un bacio avido e bramoso. Mi strozzo mentre bevo e sposto immediatamente lo sguardo.
"Tutto bene?" mi chiede Harry toccandomi con un gomito.
Io annuisco ma i miei occhi mi tradiscono perché subito dopo ritornano verso Louis ed Oli avvinghiati e anche Harry, seguendo la traiettoria del mio sguardo, li vede.
Sapevo che ci fosse qualcosa tra di loro, così come sapevo che ci sarebbero stati entrambi perché è stato proprio Louis a dirmelo, ma questo non ha affatto attutito il colpo nel vederli insieme. Nel vedere Oli con qualcuno.
"Aspetterò che sia sola per parlarle" dico voltandomi ed uscendo dalla stanza per andare incontro a Zayn, ancora in compagnia di Liam. Il braccio di questo è sulle sue spalle e si parlano all'orecchio. C'è tanta gente che non conosco, Zayn sta girando una canna.
"Bella festa" gli dico, ma è più un commento di cortesia che altro, perché in realtà sono appena arrivata.
"Vuoi?" mi chiede leccando il bordo della cartina e chiudendo la canna. Annuisco e Liam ride.
"Tu hai il radar per le canne, vero?"
Zayn accende e io guardo Liam divertita.
"Non è vero" tento di discolparmi con insuccesso.
"Quanto hai fatto col disegno coi carboncini?" chiede Zayn ad Harry, che mi affianca con una mano in tasca. Scrolla le spalle.
"Sufficiente, ma solo perché ero io"
"Cosa?" sbotto, sentendomi profondamente toccata. "Ma perché?"
"Non gli è piaciuto" risponde, ma si gratta il naso e si guarda le spalle, come a disagio.
Liam sbotta in una piccola risata e scosta il braccio dalle spalle di Zayn, che gli passa la canna. "Portare un cesto di frutta marcia non è stato proprio il massimo, Harry"
Non credo di capire bene, perciò rivolgo lo sguardo ad Harry, che stringe le labbra in un piccolo sorriso imbarazzato e mi lancia un'occhiata che non riesco a decodificare.
"Ne hai fatti di più belli" lo sostiene Zayn con sincerità.
"Sì, lo so" replica lui. "Ma non volevo sprecare qualcosa di troppo bello per un compito del cazzo"
Beve dalla bottiglia e l'idea che non abbia consegnato il mio disegno per tenerlo per sé mi balena in mente, alimentata da questa sua frase. Infondo, Harry parla un po' per indizi, lo scopro lentamente, a piccole boccate d'aria o a piccoli sorsi. Forse è meglio così, assaporare ogni cosa di lui con lentezza e curiosità. In qualche modo, il pensiero che si sia tenuto il mio disegno per sé, sacrificando così un voto, mi riempie di qualcosa di nuovo.
"Ma che bella festa!"
La porta si spalanca e ci voltiamo tutti quanti per trovare Brett in piedi, le braccia spalancate ed un giubbotto verde militare aperto. Istintivamente faccio un passo indietro, Liam scocca un'occhiataccia a Zayn come a chiedergli spiegazioni ma non servono perché è Brett stesso che, avanzando, ci fornisce tutti i dettagli di cui abbiamo bisogno.
"Non mi tratterai di merda solo perché mi sono presentato anche senza l'invito ufficiale, vero Malik?"
Ondeggia mentre ci raggiunge e ho seriamente paura di ciò che potrebbe fare, soprattutto quando i suoi occhi mi trovano e si illuminano di un bagliore malvagio.
"Ma guardate un po' chi c'è qui: Mila. La bella Mila, arrivata direttamente dagli inferi! Harry, mi sai dire cosa ci fa lei qui e, soprattutto, cosa ci fate voi due insieme?"
Harry stringe la mascella. "Parlavamo soltanto"
"Beh spero che a nessuno rechi fastidio la mia presenza qui" sorride.
"Ma figurati" risponde Zayn, Liam nemmeno lo guarda.
È così rapido che non riesco a scostarmi quando si avvicina e le sue labbra sfiorano la punta del mio naso, lasciandoci un bacio che puzza di sigaretta. "Ci vediamo dopo, zuccherino"
Mi tremano le mani e sollevo gli occhi verso Harry, mentre Brett sparisce nel salotto, accolto ed acclamato da alcuni. Trovo lo sguardo sorpreso di Louis e, poco dopo, incrocio anche quello di Oli, che si affretta a distogliere i suoi occhi grandi e truccati dai miei.

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