HARRY’S POV

Iniziai a boccheggiare, alla ricerca di una risposta adatta a quella affermazione, ma vidi la madre ritrarsi immediatamente al suono dei tacchi sul parquet. Mi voltai verso le scale e l’incantevole visione di una Nebula perfettamente truccata a teschio, ed un dannatissimo vestito aderente, che lasciava le sue gambe esili e lunghe in bella vista, era davanti a me, che piano scendeva le scale con i suoi tacchi decisamente alti.

In quel momento, potei sentire la mia bocca spalancarsi del tutto. Nebula era di fronte a me, i tacchi le permettevano di stare alla mia stessa altezza. Prese il mio papillon e lo strinse bene, per poi metterlo a posto.

“Stasera spacchiamo i culi a tutti.” – mi sussurrò dolcemente. Avevo voglia di rapirla e non farla vedere a nessuno.

“Stai davvero bene.” – dire che mi ero trattenuto è un eufemismo. Ma, sotto tutto quel trucco, il suo viso era avvampato. Ed era una cosa terribilmente tenera, così tanto che avrei voluto prendere il suo viso che si nascondeva dietro quelle ciocche di capelli, e baciarle le labbra. Proprio lì, in quel momento.

“Tesoro” – la chiamò la madre – “Vi posso fare una foto?”

Nebula si avvicinò al mio orecchio, chiedendomi scusa per il momento imbarazzante, ma io protestai.

“Signora Rose, poi potrei chiederle una copia?”

La madre mi guardò in silenzio per qualche attimo, poi mi sorrise caldamente. – “Certo, Harry caro.” – poi ci fu un grande flash, che ci accecò per qualche istante. Vidi poi Emma tornare dalla cucina, con quattro lunghi bicchieri pieni di Mimosa. (A/N: Sarebbe Champagne più aranciata.)

“Alla nuova Nebula” – disse Emma, alzando il bicchiere in alto al centro.

Alla nuova Nebula” –ripetemmo noi tre in coro, unendo, con qualche risatina, i nostri bicchieri con quello della donna.

“Bene” – ripresi io – “si è fatto tardi, la festa è incominciata un’ora e mezza fa.”

“Ma sono le 9.30! E tu sei arrivato alle 9!”

Le cinsi la vita con un braccio. – “Ma qual è il divertimento di arrivare quando la festa è appena cominciata?” – lei alzò gli occhi al cielo, dandomi un colpetto sulla spalla. – “Arrivederci, Signore Rose.”

Ci fecero un cenno di saluto. – “Nebula, non tornare prima delle due, mi raccomando! E non rimanere incinta!”

E quando chiusero la porta, sentii una brutta parola uscire dalla bocca di Nebula.

***

NEBULA’S POV

Entrai con grazia nella sua macchina, infilando le mie gambe spoglie insieme, così da non dar spettacolo delle mie porte del paradiso. Harry aspettò, e una volta dentro, mi chiuse la portiera con un “Signorina” elegante. Poi raggiunse velocemente il suo posto, infilando la chiave nella macchina. Fu un viaggio piuttosto silenzioso, molti bambini erano per strada con le loro buste piene di dolci in mano, che ridevano e facevano a gara con i loro amici a chi ne aveva di più.

Così mi ritrovai a guardarlo incantata più spesso di quanto me ne volessi rendere conto. Aveva scelto di abbinarsi al mio vestito, indossando uno smoking nero assolutamente perfetto su di lui, con il papillon bianco che gli faceva contrasto. Solo metà della sua faccia era stata truccata da scheletro, uno scheletro assurdamente inquietante e furioso. Mentre l’altra metà era stata lasciata in pace. La divisione a metà del viso aveva un effetto bellissimo.

Quando si fermò ad un semaforo, Harry si girò verso di me, con un ghigno stampato in faccia. Ma questa volta non era affatto presuntuoso come al solito, era.. scherzoso. – “Lo so che sono assolutamente carino, ma non c’è bisogno di fissarmi.”

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