Prologo

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Il “mondo” che c'è oggi non è stato sempre come i più piccoli, oramai, hanno imparato a conoscerlo.

Certo, c'erano già le foreste, i mari, le praterie, i fiumi che ogni giorno esplorano, ma quel che non sanno è che c'era, nel bene o nel male, molto di più: ponti che solcavano quei fiumi, vie sterrate e strade trafficate che attraversavano quelle praterie, città con case altissime; cose che non vedranno mai, se decideranno di continuare a vivere al di fuori della Società come hanno da sempre fatto.E' l'anno 2025 e l'unico modo per poter vedere di nuovo un stralcio di quella civiltà è fare un viaggio verso l'ignoto ed entrare alla Cupola. Cosa ci fosse dentro, i Ribelli lo sapevano perfettamente: quel vecchio mondo a cui erano abituati con strade e case abitabili e comfort di ogni genere; tutto quello che, per scelta, non vedevano da anni. Le persone che entravano alla Cupola non ne uscivano più e i pochi che lo facevano erano perlopiù militari che cercavano con la forza di convincere quelli rimasti ad entrare.

Tutto cominciò, poco meno di dieci anni prima, con l'invio incessante di avvisi alla popolazione attraverso i media e le televisioni -circa 2 o 3 bollettini al giorno- in cui lo Stato comunicava il massimo stato di allerta. Erano diventati sempre più frequenti, infatti, le alluvioni, i terremoti, le onde anomale, gravi episodi di desertificazione a cui si aggiungevano climi irregolari estremamente freddi d'inverno e caldi d'estate. L'azione inquinante e distruttiva dell'uomo, purtroppo, dopo anni, stava dando i suoi amari frutti.

Fu decisa la costruzione immediata della Cupola, un luogo immenso che doveva ospitare intere cittadine e garantire un rifugio sicuro per tutti; lo Stato cominciò a promettere salvezza e benessere a chiunque vi fosse entrato, in cambio della loro libertà e obbedienza alla Società -per il bene di tutti, dicevano. Furono in molti ad accettare: i più per paura di morire in una delle calamità naturali degli ultimi anni, altri, che non avevano molto da perdere, semplicemente per curiosità e speranza di trovare un mondo nuovo e incredibile all'interno della Cupola. Altri, invece, non scesero a patti: rinunciarono all'utopica promessa di salvezza, piuttosto che alla libertà, al contrario di tanti altri che si erano lasciati convincere ed erano entrati. Le città allora esistenti, vennero, quindi, rase al suolo per fare spazio alla grande, immensa città che di lì a poco sarebbe sorta e, dopo 2 anni e 7 mesi, infatti, fu pronta ad ospitare e proteggere l'intera popolazione, o almeno la maggioranza, che aveva accettato di entrare a far parte di quella Società. I pochi che dovettero rimanere fuori, rimasero senza case e videro, presto o tardi, andare via parenti e amici. Sono passati 6 anni da quando, man mano, le persone hanno cominciato a sparire dentro la volta della grande città che è la Cupola e di loro non rimane che il ricordo. Non sono stati più visti.

Ribelli - La Nuova GenerazioneLeggi questa storia gratuitamente!