Finalmente era venerdì.
Quando la campanella suonò, tutti si precipitarono fuori come matti e iniziarono ad urlare, mentre vari professori gli gridavano contro. Con calma, raccolsi la mia roba e la sistemai nello zaino. Dovevo incontrare Maya per chiederle un favore, in quei giorni avevo riflettuto molto su una questione e ormai non mi pentivo della mia scelta. Sempre che fossi riuscita a trovare ciò che cercavo.

Quando uscii da scuola, la trovai seduta su un muretto insieme ad Aiden. Stavano parlando tranquillamente tra di loro, quasi mi scocciava interromperli.

"Ciao" salutai andandogli incontro.

"Ehy finalmente!" mi disse Maya saltando giù.

"Beh, ora vado" disse Aiden. "Travis e gli altri mi stanno aspettando."

Lasciò un bacio sulla guancia di Maya e se ne andò.

"Allora, cosa volevi dirmi?" chiese lei quando fummo da sole.

"Voglio trovare un lavoro" risposi.

Mi guardò alzando un sopracciglio. "Senza offesa, ma i soldi che hai già non ti bastano?"

"Non voglio che i miei genitori mi paghino tutto" le spiegai "anche io voglio dei soldi miei, che posso spendere dove e quando voglio. E poi penso che, appena compiuti i diciotto anni, me ne andrò di casa e andrò a vivere in un appartamento al centro e quando lo farò, pagherò con i miei soldi. Sono stanca di essere definita da tutti una stupida riccona viziata e sono stanca anche dei miei genitori che pretendono troppo da me."

"Capisco, comunque possiamo prendere un giornale e vedere se c'è qualche annuncio."

"Si, va bene."

Lasciammo il cortile scolastico e superammo la fermata del pullman, poi entrammo in un bar.

"Mmh, ho voglia di un caffè" disse Maya. "E guarda Faith! Guarda che bei cupcake!"

"Dai, offro io stavolta" dissi. Andai verso la cassa e ordinai due caffé e due cupcake al cioccolato. Mentre aspettavo i due caffè, Maya occupò un tavolino dove c'era un giornale e la vidi sfogliarlo, cerchiò qualcosa con una penna. Presi il vassoio azzurro e andai verso il tavolo.

"Allora" dissi, mettendo lo zucchero nel caffè. "Trovato qualcosa?"

"Vuoi lavorare in commissariato?" chiese. Le lanciai un'occhiataccia. "Dai scherzo" disse "comunque, potresti lavorare in un locale, ma dovresti fare turni serali e non penso che le bugie con i tuoi reggeranno. Poi potresti fare da aiuto-parrucchiere, hanno bisogno di una mano in banca e anche in un negozio di intimo in centro."

"In realtà non cerco un vero e proprio lavoro, ma un lavoretto semplice" ammisi. "Tipo portare a spasso i cani"

"L'anno scorso portavo a spasso i cani dei miei vicini" raccontò, "mi hanno licenziata quando ne ho perso uno."

Finii il mio cupcake e mi pulii le mani.

"L'aiuto parrucchiere potrebbe andar bene" disse, "tanto devi solo prendere gli appuntamenti e pulire il pavimento dai capelli degli altri."

"Rimane sempre il problema dei miei" replicai. "Non mi farebbero mai lavorare per non far cadere in rovina il loro nome, se manco sei giorni su sette a casa, penso che se ne accorgerebbero."

"Si, può darsi" mormorò finendo il caffè. Appoggiò la tazzina colorata nel piattino abbinato. "Andiamo un attimo in un negozio qui vicino?"

"Va bene."

Quando uscimmo dal bar, ci diregemmo a piedi verso il centro, in un negozio che vendeva solo ed esclusivamente vestiti.

"Domani sera Aiden dà una festa," spiegò. "Non voglio comprare nulla, solo dare un'occhiata."

ImpossibleLeggi questa storia gratuitamente!