There was a reason
I collided into you
Calling your name in the midnight hour
Reaching for you from the endless dream

Gli occhi di Brett mi guardano colmi di odio e rancore mentre tra le mani stringe una Glock 20 puntata verso di me.
"Brett" lo chiamo piano, a corto di voce. "Mettila giù"
Sono sola in questa strada, ha piovuto e il terreno è umido. Ho le braccia lungo i fianchi, immobile, non sono sicura di potermi muovere e scappare, ma anche se fosse suppongo che lui sarebbe più veloce e che mi sparerebbe immediatamente.
Non dice niente, continua a guardarmi con la stessa espressione e vorrei poter sapere che cosa fare, ma ho la testa come annebbiata. Lo vedo muovere il dito sul grilletto e premerlo, ma prima ancora dello sparo il mio corpo viene coperto dalla figura di Harry che si interpone tra di noi, diventando così lui il bersaglio. La pallottola lo colpisce, lui si accascia e io osservo il suo corpo cadere rigido al suolo con un respiro strozzato. Non vedo il sangue che gli macchia i vestiti, sento solo il tonfo sordo delle sue spalle contro l'asfalto grigio scuro ed è come se tutta questa situazione fosse lontana chilometri, estranea alla mia vita.
Mi ci vogliono due secondi prima che inizi ad urlare disumanamente, mettendomi le mani tra i capelli e gettandomi addosso a Harry, gli occhi spalancati e di un verde spento. Urlo e mi dimeno, lo scuoto e qualcuno mi afferra per le spalle, perciò mi agito ancora di più, inizio a dare gomitate, piango, chiudo gli occhi che pizzicano, la mia voce diventa più pesante, graffiata e presente, ho freddo, sono avvolta da qualcosa, non ho più il parka addosso e qualcuno mi chiama.
"Mila! Mila svegliati!"
Apro gli occhi di scatto, mi metto a sedere e respiro a pieni polmoni. Non sono in nessuna strada al freddo e al bagnato, bensì quelle che mi circondano sono le pareti della camera di Harry e non c'è nessun Brett che minaccia di spararmi con una pistola.
"Mila" Harry mi chiama piano, la voce impastata dal sonno e mi cinge le spalle con entrambe le mani grandi e calde, le nostre gambe che si sfiorano. Lo guardo terrorizzata, le sue occhiaie mi permettono di vedergli alcune vene sotto gli occhi gonfi di sonno e realizzo che è qui, che è reale e che è stato solo un incubo, forse il peggiore che io abbia mai avuto.
Mi tocco la bocca con una mano perché scoppierei a piangere dalla paura, il mio cuore batte così veloce che potrebbe scoppiarmi in qualsiasi istante, e mi aggrappo al collo di Harry, scontrandomi contro il suo corpo, che è caldo e accogliente, sebbene lo prenda alla sprovvista.
"Va tutto bene" mi dice piano, accarezzandomi la schiena.
Sospiro cercando di calmarmi, sento la pioggia scrosciare contro le finestre ed è il primo di Dicembre.
"Era solo un brutto sogno"
Non era un brutto sogno, era una paura che si concretizzava mentre dormivo, un incubo che, lo so per certo, non mi permetterà mai più di stare tranquilla. Sapendo quanto sia instabile Brett, quanto io mi senta indifesa senza Harry, senza poterlo proteggere nonostante sia proprio io il problema maggiore, sebbene io sappia bene che Brett l'ha picchiato per altri motivi che non coinvolgono me. Ma è proprio per questo, per la cattiveria incontrollata di Brett che sembra approfittarsi di Harry, che sono terrorizzata. Vedo come Harry si prenda cura di me sebbene io non gli restituisca niente in cambio, e questo mi fa capire che sarebbe disposto a prendersi una pallottola in petto pur di difendermi senza attaccare Brett. Sotto questa luce, Harry mi appare ingenuo, ancora attaccato alla speranza che, forse, qualcosa in Brett cambi e ritorni da lui più forte di prima, e di nuovo lo vedo come un cruciverba da risolvere, complicato ed enigmatico.
Mi stringe a sé come se potesse assorbire tutte le mie paure e preoccupazioni e nonostante ciò non sia completamente possibile, stare tra le sue braccia e poter sentire il profumo del suo corpo senza dover compiere il minimo sforzo mi rassicura.
"Sto bene" dico, ma rimango comunque con la faccia premuta contro il suo petto coperto da una maglia bianca, le sue mani e le sue braccia a ripararmi.
Mi strofino gli occhi coi pugni chiusi e Harry sbadiglia prima di guardarmi. Muore di sonno, glielo leggo nell'espressione, ma nonostante questo resta seduto a controllare che mi tranquillizzi. Tiro su col naso, mi porto i capelli via dalla fronte e gli sorrido appena.
"Scusa"
"Non dirlo nemmeno per scherzo" mi avvolge con un solo braccio e mi trascina con sé, coricandosi e facendomi sdraiare sul suo corpo. Mi lego a lui e lo stringo, pressando le labbra contro il tessuto della sua maglietta. Si accorge del mio attaccamento e mi abbraccia, voltandosi per posare la testa sulla mia.
"Sei al sicuro qui" sussurra, ed è proprio questo che mi spaventa. Con lui sono al sicuro, ma da sola? Posso dire lo stesso? Mi sto davvero annullando permettendomi di mettere in pericolo lui pur di sentirmi protetta solo in sua presenza?
È qualcosa che non posso fare a me, tantomeno a lui. Eppure, nel frattempo, mi accoccolo ancora di più in questo tepore creato dai nostri corpi, che forse è l'unica cosa buona.

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