Il Potere Delle Parole

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Lui stava lì, apparentemente immobile. Non gli interessava la domanda, né la risposta. Ad essere sincero non la voleva nemmeno sapere. Carola diventò tutta rossa, e in quel momento suonò la campana e tutti uscirono, per non sprecare quei pochi minuti di pausa. Tutti tranne Carola ed Andrea. Loro rimasero in silenzio, senza dirsi niente, senza guardarsi. Poi lei si avvicinò a lui, appoggiato al davanzale della finestra. Gli posò un bacio leggero sulle sue labbra, chiuse. Non era un bacio dolce. Era un bacio e basta. Lui era a pochi centimetri dal suo viso. << Ti sei innamorata di me? >> chiese con voce dura. Lei si avvicinò un po' di più e sussurrò quasi sulle sue labbra le parole " No " . Lui non ci credeva, ma non aveva importanza, non aveva colpa. Se lei lo negava lui non poteva farci niente.
Uscirono dalla classe uno dietro l'altra e raggiunsero i loro amici. Lui si appoggiò alla parete e Carola si sedette sulla cattedra presente in quel corridoio. Andrea e Tommaso si davano piccole spinte e spallate. Andrea vide Sara salire dalle scale e si mise davanti a Tommaso a parlare dando le spalle al corridoio. Lei lo vide e si avvicinò. << Ciao, Andrea. >> disse di fianco a lui. Il ragazzo non la degnò di uno sguardo. Non disse niente. Non la guardava in faccia, ma intuì che aveva un'espressione stupita. Afflitta. Si odiò per quello che aveva fatto. E mentre Sara se ne andava quasi correndo sentì qualcuno chiedere << Chi era? >> e la voce di Andrea rispondere un << Non lo so. >>.
Lei procedeva veloce per i corridoi. Passava tra la gente, distratta dalle parole degli altri. I rumori le passavano accanto fluidi, e in quel momento si rese conto che non c'era vero silenzio. Neanche la notte, neanche da sola. Suonò la campana e tornò in classe. Sentiva dei passi svelti, quasi di corsa dietro di lei. << Sara >> Andrea la chiamò da dietro. Lei non si fermò. << Che vuoi? >> dose continuando a camminare il più spedito possibile. << Fermati. >> le disse tirandola per un braccio e facendola girare verso di lui. << Ti prego. >> disse lui aprendo le braccia e lasciandole ricadere subito dopo. Erano uno di fronte all'altra. << E per quale motivo? Per farmi umiliare ancora? No grazie. >>. Sara fece per andarsene quando lui parlò. << Dammi almeno il tuo numero. >>. Lei se ne andò scuotendo la testa fra sé e sé. Poco più avanti c'era una sua compagna e tornarono in classe insieme. Andrea era fermo nel corridoio. Diede un pugno al muro e si diede dello stupido per quello che aveva fatto. Aveva sottovalutato il potere delle parole, e lo sapeva. Aveva rovinato tutto con tre parole. A riportarlo all'attenzione fu la voce di Carola. << Andre che ci fai qui? Ti ho cercato. Sono entrata in classe con gli altri e all'improvviso tu non c'eri più. >>. Lui camminò lentamente verso di lei e poi le passò davanti. << Già, sono uno stupido. >>

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