Capitolo 21: Ulrik

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Nelle ore seguenti, un fuoco ardeva al centro del villaggio, per riscaldare non i corpi dei draghi, ma i loro cuori che da anni erano stati messi alla prova dalle due maledizioni che non conoscevano nessun confine. Le fiamme tracciavano le ombre di alcune figure sedute attorno al fuoco, mentre piano piano l'oscurità le inghiottiva, senza lasciarne traccia. Il chiacchiericcio si elevò timidamente fino ai confini del cielo, per poi disperdersi e tacere.

Il vento spirava lieve, portando con sé gli ultimi rimasugli della tempesta. Accomodandosi lontano dagli altri e sopra un tronco di un albero, Iseline osservò con particolare interesse la luna che illuminava la notte, scaldata dal fuoco che danzava davanti a lei. «Lo accendiamo sempre dopo ogni tempesta, è un modo per ricordarci che nessuna maledizione spegnerà mai i nostri fuochi.»

Kali prese posto al suo fianco, guardandosi intorno, per poi posare gli occhi sulla luna. La ragazza si allontanò un po' dal drago, osservando le grotte lontane che ormai si confondevano perfettamente con l'oscurità. Kali, annoiato, spostò il suo interesse sulla giovane, che ora contemplava il focolare e gli uomini che ancora stavamo intrattenendo una fitta conversazione. «Ogni drago ha...» cominciò Kali, incrociando le braccia al petto e fermandosi nel vedere che la figlia di Gulliver si era girata verso di lui. «Non capisco che cosa tu voglia da me» sputò acida, riportando poi indisturbata lo sguardo sulle fiamme che pareva stessero crescendo sempre più in altezza.

Troppi pensieri le affollavano la mente e la permanenza in quel villaggio ancora non le aveva dato tante risposte. Il ragazzo nel frattempo rimase in silenzio, borbottante qualcosa tra sé e calciando qualche sassolino che colpì la legna che stava ardendo. Il venticello di quella sera fece presagire che nessuna nuova tempesta era all'orizzonte, nonostante alcuni draghi osservavano il cielo apprensivamente. Kali si alzò di scatto, portandosi entrambe le mani tra i capelli e non degnò di nessuno sguardo la giovane, che gli diede una veloce occhiata e poi tornò a contemplare il fuoco. «Non lo guardare troppo, potresti rimanere scottata» borbottò il drago, dandole le spalle e poi allontanandosi dal luogo, fermandosi davanti alla sua grotta. La mora fece spallucce, ignorando il suo consiglio o la sua minaccia -ancora doveva capirlo- e rimase nella stessa posizione.

Il posto lasciato libero da Kali fu poco dopo occupato dal padre, che le mise un braccio intorno alle spalle. Iseline lo osservò per qualche secondo, lasciando che il calore del corpo di Gulliver la riscaldasse più del fuoco. «Non te l'ho mai chiesto, ma... stai bene?» domandò, voltando il capo verso la sua figura e assottigliando lo sguardo. La figlia fece di nuovo spallucce. «Potrei stare molto peggio, quindi non mi lamento.»

Gulliver annuì lentamente, per poi staccarsi da lei e lasciarle un po' di spazio dal momento che più o meno capiva il suo stato d'animo. I minuti passarono e portarono con sé il silenzio che diveniva ogni secondo più soffocante. La figlia decise di fare una passeggiata, lontano da tutto e tutti. Lasciò il centro del villaggio e camminò tra la natura. Si lasciò guidare dal suo istinto, raggiungendo l'unico luogo che era riuscita a farla sentire in pace con se stessa: il lago. Per sua sfortuna però, trovò già una figura seduta ai margini dell'acqua e non ci mise molto per riconoscerla.

«È strano, no? Desideri stare lontana da me, ma ogni luogo pare divertirsi nel continuare a farci incontrare» sussurrò la voce del drago, senza girarsi. Iseline sospirò scocciata, per poi camminare a sua volta verso la riva e sedersi al fianco del ragazzo. «A quanto pare io sono la sola che non si diverte» affermò, togliendosi le scarpe e immergendo i piedi nel lago. Chiuse gli occhi e, per la prima volta da quando era approdata in quel luogo, si rilassò. Era come se in quel piccolo spiazzo d'acqua tutte le preoccupazioni venissero soffocate e portate nelle profondità più recondite. «È perché non vuoi divertirti» sussurrò il giovane, liberandosi dei pantaloni e tuffandosi nell'acqua. Iseline lo osservò sorpresa, guardando con curiosità il corpo di quel giovane che era difficile da distinguere in quel buio così profondo.

Il Fuoco Del DestinoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora