NEBULA’S POV

Quando finalmente tornai a casa, con tanto di piedi distrutti e doloranti, ormai si era fatta sera. Infilai la chiave nel buco della serratura e girai, entrando in casa. Il caldo avvolgente emanato dai termosifoni fu come uno dei migliori abbracci. Le mie madri erano accoccolate sul divano davanti al televisore guardando un film, nel momento relax dopo una giornata di lavoro.

Mi infilai nella cucina alla ricerca di cibo. - “Nebula?” – una voce adulta mi chiamò dal salotto.

“Mamma, sono io!” – le urlai infilando una mano nella busta di biscotti aperta.

“Com’è andata?” – mi chiese quando la raggiunsi nell'altra stanza. Mi sedetti su di una poltrona, sprofondando in una posizione affatto femminile, con le gambe divaricate e le braccia conserte.

“Ho comprato un vestito e… dei tacchi.” - chiusi un occhio ritraendomi e mettendo una mano davanti al viso, aspettandomi un qualche rimprovero.

Entrambe le mie madri sbarrarono gli occhi in una espressione piuttosto ambigua.

“Lo so, mi dispiace, ho speso troppi soldi, ma vedete, Lucy avev…”

“Hai comprato dei tacchi?” - nelle loro voci, si trovava una qualche nota speranzosa.

“…..sì.” - mormorai, abbassando lentamente la mano e riaprendo piano l'occhio.

A quella affermazione, le due zomparono in piedi, in preda a gridolini sorpresi ed estasiati. Si presero le mani e iniziarono a saltellare sul posto, gridandosi fra di loro:

“Oh mio dio, ci pensi..?”

“Nostra figlia, una ragazza normale!”

E ricominciarono ad urlare.

“Mamma! Mamma!” – cercai di sovrastare le loro voci, inutilmente. Riportai la mano in alto, schiaffandomela in piena faccia.

“Tesoro, hai detto qualcosa?”

Roteai gli occhi al cielo, sbuffando. Sfilai la scatola dalla busta, porgendogliela. Mia madre l’aprì, lentamente, come se volesse enfatizzare il momento. – “Mamma, sono solo delle sc-“

“Ssh!” – e quando l’aprì, spalancò gli occhi sorpresa, spostando lo sguardo poi su sua moglie, che aveva la sua identica espressione.

“Per fortuna che le lesbiche dovrebbero essere più maschili” – sussurrai tra me e me, ma mia madre mi sentì, lanciandomi un’occhiataccia raggelante. – “Bene, ora vado a letto. E’ stata una giornata piuttosto faticosa, e domani devo andare a scuola.” – poggiai le mie labbra su entrambi le fronti delle mie genitrici, dando loro la buonanotte e sparendo in camera.

***

HARRY’S POV

Entrai nel corridoio della scuola nel momento esatto in cui la campanella dell’inizio delle lezioni trillò fastidiosamente nelle mie orecchie. Sentivo gli sguardi di tutti bruciare sulla mia pelle, e sapevo anche perché. Un piccolo pezzo bianco era fissato sul mio naso, ed era piuttosto appariscente. Non che fosse rotto, ma diciamo che avevo sempre sottovalutato il gancio destro di Jake, che giusto il giorno prima si era delicatamente poggiato al centro della mia faccia.

Entrai nell’aula fregandomene dei libri nell’armadietto e facendomi spazio tra i banchi, diretto all’ultima fila. Tutta la classe si voltò seguendo le mie mosse e, una volta seduto, tutti distolsero lo sguardo.

Le due lezioni dopo passarono nello stesso modo, lente e fastidiose, fino a quando non arrivò l’ora del break che, al contrario, fu veloce e fastidioso. Mentre mi avviavo verso il mio amato cortile, pronto ad accendermi una sigaretta, una mano si posò sulla mia spalla, e la stupenda vista di Nebula mi apparve davanti.

“Uh!” – aspirò poi con la bocca, immaginandosi il dolore che avevo provato. – “Preparazione ad Halloween?” – cercò di provocarmi. Un risolino, più simile a sbuffo, usci dalle mie corde vocali.

“Non vedo il tuo vestito da cameriera” – le risposi a tono.

“Scheletro.” – mi rispose semplicemente.

Piegai la testa di lato inarcando il sopracciglio. – “Scheletro?”

“Scheletro.” – affermò di nuovo con noncuranza.

“Sexy?”

“Alquanto.”

“Mmh.” – portai l’angolo tra il pollice e l’indice sotto il mento. – “Ora che ci penso, abbiamo un conto in sospeso.”

“Presumo che quel naso che ti ritrovi sia la fine di una scopata andata male.”

Un piccolo, ma prepotente ghigno si fece spazio sulle mie labbra. Mi avvicinai lentamente al suo orecchio, sfiorandole il collo con le labbra. Potei sentire i brividi pervadere la sua pelle sotto il mio tocco.

Al suono della mia voce, lei sussultò appena. – “Già. Ti passo a prendere  alle 9 a casa, fatti trovare pronta.” – e poi presi l’ultimo tiro dalla sigaretta che le strappai di mano, per poi lanciare il filtro lontano.

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Lo so, è minuscolosissimo. Ma vi devo dire delle cose.

1. Scusate se non aggiornavo da quattro giorni, ma anche io ho una vida loca sociale, ovvero stare a letto a guardare Doraemon e i Due Fantagenitori con la mia ragazza.

2. Ho una specie di febbre (37.5) e un raffreddore che mi fa barlare dudda gozì.

3. Ne varrà la pena, perché credo che il capitolo di Halloween sarà luuuuunghissimo.

4. Forse, il capitolo di Halloween sarà il prossimo.

5. Sono più lunghi i punti che sto scrivendo in questo momento che il capitolo stesso.

6. Siamo quasi a 1K e mezzo, e vi amo per questo.

Ciao, babies. 

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