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I Suoi Occhi

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Andrea entrò in classe in ritardo, non era un problema, la professoressa di arte non si faceva problemi ad accettare ritardi o assenze. Era una sessantenne simpatica. Quando aprì la porta lo investirono delle risate. << Andrea! Su entra! Stavamo parlando di quanto è noioso il prof di chimica.>> La donna gli fece segno con la mano di entrare. Lui prese posto. Era seduto vicino a Carola. << Ehi Andre, dove sei stato? Mi sei mancato. >> Disse facendogli passare una mano tra i capelli e tirandolo verso di sé. Lui si bloccò. << Che fai? Siamo in classe, con la prof. >> Lei fece un gesto con la mano, << A lei non le interessa. >> Andrea sbuffò e si tolse la giacca. << Si ma interessa a me. >> La sua voce era infastidita. Lui era diverso da come voleva apparire a Sara. Lui era un'altra persona, completamente differente. Voleva essere una bella persona con lei. Voleva che non sapesse cosa faceva e come trattava la gente. E le ragazze. Non sapeva per certo cosa lo avesse colpito di lei, forse quegli occhi cioccolato così brillanti e ingenui. Così pieni di amore. Si era visto nei suoi occhi, e sarebbe stato giorni a guardarli brillare.
In quel momento si accorse che Carola gli stava parlando di come la sua casa era libera quel pomeriggio perché la governante aveva una visita medica al femore. Gli dava sui nervi. << Caro, oggi non posso. >> Lei aveva un'espressione che andava dall'irritato allo stupito. << E perché non puoi? >> Aveva la voce squillante. Lui le rispose già seccato. Non la considerava simpatica, né tanto meno gentile. Era attraente e "disponibile". Nulla di più. << Non posso e basta. Ho altro da fare. >> La sua voce era annoiata. Lui diventava sempre più stufo. Lei sempre più spazientita. La professoressa batté le mani. << Ragazzi! Ho trovato, giochiamo ad obbligo o verità! >> Disse quasi urlando. Al primo anno Andrea era rimasto scioccato dal modo di porsi di quell'insegnante, ma col tempo ci si era abituato e gli era molto simpatica. << Andrea! Sai come si dice: ultimo arrivato, mal accontentato. Ora, dato che obbligo sarebbe inappropriato, Verità! Scelgo io per te. >> E dicendolo gli fece l'occhiolino. Lui guardò verso Tommaso una fila dietro lui e mimò in labiale " Ha un debole per me. " Il ragazzo seduto dietro gli lanciò un foglio arrotolato dritto in testa. << Allora, caro Andrea. Dicci un po' . Vediamo. Ecco. Trovato! Chi era quella giovincella con cui eri questa mattina? >> Carola si girò verso di lui con aria oltraggiata. << Cosa? Questa mattina eri con una? >> Lui fece un gesto con la mano di futilità. << È mia cugina. >> Le stava affibbiando troppe parentele quel giorno. La professoressa gli chiese di scegliere qualcuno e lui indicò Tommi. Gli come fece una domanda stupida e così passò il turno. Lui scelse Carola, e al contrario di Andrea gli fece una domanda personale, interessante. << Sei innamorata di Andre? >>Era davvero interessante per tutti, tranne che per Andrea.

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