Diario di una ragazza imperfetta

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Mi chiamo Sara e sono la ragazza invisibile, quella a cui nessuno chiede "come stai?", quella che non é mai al primo posto per nessuno. Quando cammino sento tutti gli occhi su di me che, come lame, penetrano la mia anima e mi spogliano davanti a loro. E quando hanno capito che non c'è nulla che valga la pena notare, distolgono semplicemente lo sguardo. Mi nascondo tra strati e strati di vestiti, maglioni enormi presi dall'armadio di mio padre e sciarpe blu notte, per non guardare quanto sia spaventoso il mio corpo. Prima era troppo grasso, tutti quei rotoli di ciccia che si attaccavano ad ogni parte di me come parassiti, le cosce grosse e gonfie che faticavano ad entrare nei jeans, la pancia che strabordava. Ero "Sara la grassona" la ragazza che non serviva a nulla se non per qualche favore, quella troppo dolce per dire no. Ora invece? Il grasso non c'è piú, sostituito da ossa sporgenti, guancie scavate, gambe sottili come stecchini . Le persone che nemmeno mi conoscono mi offrono il cibo al bar oppure, semplicemente, giudicano. Mi chiamano in cosi tanti modi ora, anoressica, bulimica, scheletro, malata. Quando sono svenuta a scuola una volta tutti erano stati presi dal panico, come se gli importasse di me. Ma era l'adrenalina per quello che era appena successo, ben presto facevano tutti a gara per capire il motivo del mio svenimento . Non sanno il fottuto inferno che ho passato, di tutte le prese in giro alle medie, di tutte le porte che mi sono state chiuse in faccia. Non sanno che anche io, lo scheletro, ho sogni e speranze. Ma non capiranno mai, vero? Continueranno a giudicarmi senza sapere che, Sara la ragazza senza volto, vorrebbe solo essere amata. Chiedo troppo? O forse non sono abbastanza? Alla fine sono dimagrita tanto per loro, per essere finalmente accettata. E per lui, il ragazzo che amo, innamorato di Giselle, una ragazza francese che, a parer mio, é normalissima. Ha solo una personalità frizzante ed eccentrica che attrae molto. É normale che Marco sia innamorato di lei, io al contrario non ho un bel carattere. Sono scontrosa, me la prendo facilmente e sono lunatica. Sono imperfetta. Uno sbaglio. Mi chiedo il senso di questa vita. Nasciamo per cosa? Fare una sfilata di moda ed essere applauditi dal pubblico? Per sfoggiare un bel viso? In questa società dove la bellezza sono gambe perfette, tette da urlo, visi stupendi, io non sono nulla. Non diventerò mai davvero importante per qualcuno e molto probabilmente non avvererò mai il sogno di diventare una disegnatrice e trasferirmi in Giappone, i miei genitori non mi permettono di coltivare questo e qualsiasi altro sogno. Per loro sono solo una pedina tra le loro dita, che muovono a seconda del loro umore. Decideranno il mio futuro. Che vita é senza amici, senza sogni, senza obiettivi? Mi sento come un pesciolino appena nato in mezzo all'oceano, che viene portato dove vuole la corrente e non puó opporsi ad essa. Ho delle amiche, o almeno le considero tali. Non sono tante ma mi sono vicine, tranne quando comincio a stare davvero male, al quel punto tutte si allontanano magicamente. Tutte tranne due. Caterina ed Lucrezia, la mia migliore amica. Sono le uniche persone che mi tengono ancora in vita, insieme al mio Birillo, un cagnaccio brutto e spelacchiato che non trasmette un briciolo d'amore, e alla borsa dell'acqua calda. É una grande invenzione questa, quando sei depressa o ti senti sola nulla é meglio di sdraiarsi a letto con la borsa dell'acqua calda color verde acido tra le gambe. Che altro dire su di me? Sono il ritratto della banalità, insomma, basta guardarmi per pensare "guarda quella, é così banale". Anzi no. Non si pensa proprio nulla. Perché nessuno mi vede. Passo inosservata tra le folle, vestita dai miei amati maglioni neri. Mi piace pensare che io sia invisibile, a volte. Come il bambino di quel film...ma la verità é che preferisco non essere vista che essere giudicata. Adoro Lucrezia, la mia migliore amica, é l'unica che davvero possa capirmi. E amo quando mi chiama Luna perché mi fa sentire speciale. Io per lei sono Månen i Marken che in svedese significa luna in terra. Mi piace credere che davvero sia cosi.

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