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L'ARALDO DEL DIVINO AMORE RIVELAZIONI DI S. GELTRUDE Libro 1 INDICE Helfta e S. Geltrude II. - Dottrina e missione di S. Geltrude III. - Edizione delle rivelazioni di S. Geltrude in lingua volgare Prologo I - Raccomandazione della persona II - Testimonianza della grazia III - Seconda testimonianza IV - La terza testimonianza V - Carattere e bellezza di un cielo spirituale VI - Inflessibile sua giustizia VII - Zelo per la salvezza delle anime VIII - Carità sua compassionevole IX - Ammirabile sua castità X - Confidenza assoluta che brillò in Geltrude XI - Della virtù dell'umiltà e di altre virtù che brillarono in Geltrude come stelle XII - Testimonianze che dimostrano come Geltrude fosse veramente un cielo spirituale XIII - Miracoli di Geltrude XIV - Privilegi particolari da Dio accordati a Geltrude XV - Come Dio l'obbligò a pubblicare questi favori XVI - Rivelazioni ricevute da parecchie persone degne di fede che attestano l'autenticità di quelle di Geltrude XVII - Intimità crescente de' suoi rapporti con Dio Imprimi potest Mediolani 15 Novembris 1953 Can. J. Buttafava C. E. IMPRIMATUR Ex Curia Archiep. Mediolan. Can. I. Schiavini - Vic. Gen. Traduzione autorizzata a cura di una Romita Ambrosiana del Sacro Monte di Varese - 1965 NEGLI SPLENDORI E NELLE GRANDEZZE DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO II RITORNI FRA NOI LA DOLCISSIMA FIGURA DELLA GRANDE MISTICA BENEDETTINA S. GELTRUDE ED AFFRETTI IL TRIONFO DELL'UNITA', DELLA PACE DEL CULTO LITURGICO NEL MONDO INTERO I. HELFTA E SANTA GELTRUDE La vita personale di S. Geltrude fu per lungo tempo poco conosciuta, quantunque la meritata fama de' suoi scritti fosse ampiamente diffusa in tutto il mondo cattolico: pur-troppo parecchi errori considerevoli trovarono facile credito, appunto perché autorizzati da testimonianze antiche. Non sarà dunque inutile riassumere quello che i Benedettini di Solesmes, nell'edizione latina del 1875, hanno affermato come certo, secondo il libro stesso di S. Geltrude; quello di S. Matilde, e i documenti che sono rimasti nel Monastero di Helfta. Le opere delle due Sante furono pubblicate, per la prima volta a Leipsig, dai Frati Predicatori, dietro la richiesta della duchessa di Sassonia. Il « Liber specialis gratiae » di S. Matilde, vide la luce nel 1503, redatto con grande accuratezza. Due anni dopo apparvero le rivelazioni di S. Geltrude sotto il titolo « Liber legationis divinis pietatis » (Araldo del divino Amore) titolo che venne dato dallo stesso Salvatore. Questa pubblicazione era però assai imperfetta, giacchè molte cose vi erano alterate, confuse, o troncate. La prima pubblicazione solida ed accurata fu quella stampata a Colonia nel 1536, dai Certosini Lanspergio e Loher: ebbe successo enorme, e venne rapidamente tradotta in mol-te lingue. Il nome di S. Geltrude era sulle labbra di tutti e, per distinguerla dalle numerose Sante dello stesso nome, si pensò di chiamarla. « Geltrude la grande ». Ben presto le si diede erroneamente il titolo di Abbadessa, confondendola con Geltrude di Hackeborn, che governò il Monastero di Helfta, durante gran parte della vita della nostra Santa. Quest'errore è dovuto ad Arnold de Wion. Nel suo « Lignum vitae » (Albero di vita), pubblicato nel 1595, egli dopo di aver esposto la genealogia dell'Abbadessa Geltrude di Hackeborn, dice: « Ella compose parecchi libri latini che furono poi tradotti dal Padre Giovanni Lanspergio », La fama del Wion, fece credere l'errore, ma è bene rilevare che, nè Lanspergio, nè Luigi di Blois, nè Tilmann Budenbach, nelle loro raccomandazioni delle opere di S. Geltrude, giammai le diedero il titolo di Abbadessa. Essi parlano della Santa come d'una semplice monaca, libera da qualsiasi carica importante, mentre danno espressamente il titolo di Abbadessa a Geltrude di Hackeborn, e quello di Donna Cantrix, (Donna Cantora), a S. Matilde. E' facile provare che Geltrude non fu mai, Abbadessa. Geltrude di Hackeborn, sotto il cui superiorato la ostra Santa entrò ad Helfta, morì nel 1291. Nel 1292 S. Geltrude rivela alla « Madre del Monastero » cioè all'Abbadessa, la morte di Rodolfo e l'elezione di Adolfo di Nassau: (libro 1, cap. II). E' dunque chiaro che non può essere confusa nè con Geltrude di Hackeborn, morta l'anno precedente, nè con l'Abbadessa successiva, alla quale confida la sua rivelazione: tale Abbadessa, secondo la lista delle priore di Helfta; era Sofia di Mansfeld, terza Abbadessa del Monastero: ella governò fino ai 1298, e S. Geltrude morì verso il 1301, o il 1302, durante la vacanza che separò l'abdicazione di Sofia, dall'elezione di Jutta, quarta Abbadessa. Tali prove sono decisive: ci sia permesso di aggiungerne un'altra, di genere diverso; prova che sarà meglio compresa da coloro che sanno cosa sia una carica abbaziale, secondo lo spirito di S. Benedetto.
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