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massim

on May 13, 2009
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Good morning San Salvario [un racconto noir per Wattpad]

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GOOD MORNING SAN SALVARIO
di
MASSIMILIANO FERRARO


Nota dell'autore:
"Good morning San Salvario" è un racconto (il primo?) pensato unicamente per essere letto attraverso dispositivi portatili smartphone tramite l'applicazione Wattpad. Si tratta di una piccola scommessa, una sorta di esperimento. Una storia breve che nasce con l'obiettivo di raggiungere un pubblico diverso da quello solitamente interessato dall'editoria tradizionale. Un pubblico che legge in mobilità e, più nello specifico, di nicchia rispetto agli abituali lettori di ebook.
Per info, suggerimenti, commenti e quant'altro: massim979@yahoo.it
Buona lettura.

*****

Una notte di inverno, a Torino. Oltre le vetrine illuminate del piccolo bar sull'angolo di via Ormea, una nebbia fitta avvolgeva le vie del quadrilatero di San Salvario. Pesantemente. Nemmeno che l'universo conosciuto finisse proprio lì, un passo dopo quella soglia, in quel biancore impenetrabile che tutto affogava e tutto nascondeva.
Il giovane barista era in piedi dietro al bancone con lo straccio in mano, rimaneva immobile e non muoveva un muscolo. L'ultimo libro di Marco Vichi, quello che si era ripromesso di terminare nei tempi morti dello stentato andirivieni dei clienti, era rimasto chiuso su uno degli sgabelli. Si prospettava un'altra nottata agitata in quel quartiere multietnico. Tra gang di senegalesi e nigeriani perennemente in guerra, tossici in crisi d'astinenza e balordi di vario genere, c'era sempre da stare in guardia lavorando a San Salvario. Ma la notte di più.
Topi di fogna dall'aspetto vagamente umano entravano e uscivano dai palazzi ottocenteschi caduti in malora, urla e liti negli affittacamere di infimo ordine, insegne sbiadite di gastronomie arabe e negozi d'abbigliamento cinesi: strade di frontiera.
"Tutto sommato non è male che la nebbia si sia portata via tutto questo per un po' ", pensò in ragazzo nell'istante esatto in cui la punta incandescente di una sigaretta accesa comparve dalla vetrina. Immediatamente dopo, la sagoma di un uomo con addosso un cappotto cominciò a materializzarsi dal nulla. Una mano si poggiò sulla porta d'entrata del locale e la spinse. Si trattava solo di un cliente, ma per un attimo al ragazzo sembrò di trovarsi di fronte l'unica forma di vita rimasta sulla Terra. La Terra... un pianeta misterioso, in quella fredda notte torinese.
- Buona notte, signore - disse poggiandosi lo straccio sulla spalla e squadrandolo d capo a piedi.
Era un tipo di mezz'età, vagamente brizzolato, con la barba di un paio di giorni che ricopriva un volto dai lineamenti screpolati e spigolosi. Di primo acchito non gli sembrò né un rapinatore né tanto meno uno dei tanti magnaccia che bazzicavano abitualmente quella zona. - Nottata nebbiosa, neh? - aggiunse abbozzando un sorriso.
L'uomo non rispose subito. Si tolse la sigaretta dalla bocca e si guardò lentamente attorno, constatando che il locale era completamente vuoto. - Un Bloody Mary, per favore - ordinò con un tono vagamente autoritario.
Il giovane barista esitò. Faceva quel mestiere solo da tre mesi ed era abituato a servire ai pochi avventori che facevano le ore piccole, whisky e grappe nazionali. Bombe superalcoliche sempre graditissime dai disgrasià in cerca di rifugio dagli inferni coniugali, che si tramutavano poi per magia in cappuccini e caffè quando le notti agitate di San Salvario iniziavano a confondersi con le mattine ancora buie. "Bloody Mary?" Cos'era?
Il tizio uscito dalla nebbia forse intuì l'origine di quell'indecisione e gli venne in aiuto con un sussurro svogliato: - E' un cocktail...-
- Mi dispiace signore, ma non ho mai avuto modo di servire ad un cliente una bevanda con questo nome.-
- Prendi un bicchiere figliolo, e mettici dentro: della vodka, succo del pomodoro, limone, sei gocce di salsa Worchester, un po' di Tabasco, sale e pepe. Ecco un Bloody Mary.-
Il barista annuì stentatamente, ancora poco convinto del risultato ottenibile con un simile intruglio di roba. Doveva essere proprio disgustoso quel Bloody Mary si disse, ma se il cliente comanda...
- Stai pensando che dev'essere un cocktail disgustoso, vero? -
- No signore, non mi permetterei mai!-
- L'hanno inventato a Parigi - spiegò l'uomo voltandosi di spalle - dicono che sia stato ispirato da Maria Tudor, una sanguinaria regina inglese del cinquecento. Ne ha mai sentito parlare?-
Il ragazzo si affrettò a mettere assieme tutti gli ingredienti necessari a soddisfare quella pretenziosa richiesta. - No, signore.-
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Proprio un bel racconto!!! :-) Bravo!!! :-)
Un'altra "scommessa editoriale" ;-) vinta!! ;-)
ciao!
Cucaio

cucaio
May 27, 2009 03:26
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Grazie 1000 Zebra!!! :-)

massim
May 15, 2009 10:01
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Ma che bello!!!
Abituato a leggere i racconti dal tuo blog, mi è parso strano leggerli da qui...
Complimenti!
zebrabianconera10

zebrabiancon...
May 14, 2009 15:18
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